La bici 3.0 (made in Italy) Mini computer e dati in tempo reale

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Tra la California e l’Italia, a bordo di una bicicletta. Il primo modello hi-tech per uso quotidiano al mondo. Una due ruote che integra funzionalità digitali native — finora appartenute solamente a moto e automobili — combinate a un design unico. Una nuova categoria all-in-one, full optional e versatile, studiata per l’utilizzo combinato sport e utility. Tutto made in Italy, con un pizzico di America. «Il progetto più entusiasmante che ci sia capitato di affrontare», spiegano gli ideatori Marco Salvioli e Mattia De Santis che lo hanno presentato oggi a Milano. Un prodotto con alte prestazioni e bassa manutenzione, che oltre a meteo e navigatore, è dotato di computer di bordo con schermo integrato nel manubrio, che mostra la performance, il battito cardiaco e le calorie bruciate.

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La bici tracciata da una app

Una due ruote da usare in città e nello sport, con un peso di 11 chilogrammi e un costo non irrisorio, ma lontano dai 10.000 euro dai modelli in carbonio. Non c’è nemmeno la tradizionale catena, ma una «catena di trasmissione» silenziosa e sempre pulita, che non richiede manutenzione, olio, e non sporca nemmeno i pantaloni. Le luci anteriori e posteriori, integrate nel telaio, si accendono automaticamente e il clacson elettronico aumenta la sicurezza. Le biciclette «ci dicono quali sono i percorsi battuti e quelli pericolosi e grazie a un antifurto gps indicano dove i mezzi vengono maggiormente rubati». La bicicletta è tracciata: una volta attivato, il dispositivo identifica un tentativo di furto e invia al proprietario una notifica, permettendogli di localizzare la bici. «Acquistata la bicicletta, si scarica la app e si può iniziare ad usare il mezzo». Sul sito di Volata (volatacycles.com) è già possibile prenotarla, con un anticipo di 299 dollari. Prima del saldo finale di 3.499 dollari (3.160 euro). 

Gli studi al Politecnico

Alle spalle i due ideatori avevano una laurea in Ingegneria meccanica al Politecnico, ma soprattutto una passione in comune per le due ruote, che condividono da quando si sono conosciuti alle scuole superiori. «Dopo gli studi universitari, sono partito prima per la Germania, poi per Berkeley, dove mi sono concentrato sull’Internet of Things per autovetture», racconta Marco, 28 anni. Mattia, 29, è rimasto e ha avviato a Milano un’attività artigianale di creazione di pezzi di alto design. Prendendo il meglio di entrambe le esperienze, lo spirito di innovazione della Silicon Valley e la tradizione ciclistica italiana («Gli americani hanno le lacrime agli occhi quando ammirano le nostre bici», sottolinea Mattia), hanno dato vita nel 2015 a «Volata Cycles», giovane azienda con basi a San Francisco e Milano, che oggi vede nove persone impegnate nel progetto. «Non avevamo abbastanza soldi per rimanere negli Stati Uniti, così abbiamo deciso di sfruttare l’officina già avviata in Italia», racconta Marco. Quello che offrono all’acquirente è la possibilità — per la prima volta — di non dover completare un prodotto con altri accessori. La bicicletta (assemblata in California) va nella direzione di rendere anche la mobilità smart, utilizzando l’intelligenza degli oggetti per ottimizzare il trasporto. Il numero di persone che utilizzano la bici come mezzo di trasporto primario è in continuo aumento. I comuni stanno investendo molto a livello di infrastrutture e di città smart, utilizzando la tecnologia per migliorare la mobilità urbana. «Con Volata anche la bici può generare una serie di dati preziosi per il bene della città e di chi la vive, anche sui pedali», conclude Mattia.

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