Pamplona (in castigliano, Iruña in basco) è una città (194.894 abitanti nel 2007) della Spagna, capoluogo della comunità autonoma della Navarra.
Situata a 407 km ad nord-est di Madrid, lungo la strada per Compostela, è la città spagnola con il più alto livello di qualità della vita.
<< Occorre fare una premessa: se uno non cerca di capire, non entra nello spirito della fiesta, anzi nello spirito della tauromachia spagnola, se non ne avverte ciò che fonde la religione cattolica con i riti pagani e non percepisce l’animo dello spagnolo nei confronti di quello che per noi è spettacolo, ma per loro vita (si pensi che è l’unica cosa che unisce tutte le etnie in Spagna, dai Catalani ai Baschi, passando per gli Andalusi, ecc., gente che è molto diversa tra loro e che a volte si combatte anche ferocemente), o comunque un modo di essere e di pensare, ecco se uno non capisce questo, può sembrare qualcosa di truce. Gente che se la prende con dei poveri tori, seviziandoli e poi ammazzandoli in un’arena con sadica ferocia. Non è così. Intanto le arene sono piene come da noi gli stadi del calcio ed anche di più. E poi c’è tutto un rituale, regole precise e fondamenta storiche. Ecco, chi si avvicina ad una corrida, o come nel caso, alla Fiesta, se non lo fa con la voglia di capire questo evento dal punto di vista culturale, storico e come un qualcosa che fa parte della vita degli spagnoli, è meglio che non lo faccia. >>
Los Sanfermines sono le feste che Pamplona celebra tra il 6 e il 14 luglio in onore di San Firmino di Amiens, copatrono di Navarra e patrono della diocesi di Pamplona.
Secondo la tradizione Firmino, figlio del senatore Firmus, governatore di Pamplona nel III secolo, si convertì al cristianesimo e fu battezzato da San Saturnino nel luogo che oggi si chiama popolarmente Pocico de San Cernin. Firmino fu ordinato sacerdote a Tolosa, in Francia, poi tornò a Pamplona come vescovo e morì decapitato ad Amiens, dove era andato a predicare, il 25 settembre del 303. Patrono delle confraternite dei barcaioli, dei vinai e dei fornai, da molto tempo San Firmino viene ricordato con una festa che dura 204 ore.
Le feste cominciano con il lancio del chupinazo (razzo) dal balcone del consiglio della città a mezzogiorno del 6 luglio e finiscono a mezzanotte del 14 luglio. Una delle attività più famose del Sanfermines è l'Encierro, la famosa corsa dei tori, lasciati liberi di correre tra la folla; la corsa ha termine nell'arena delle corride. Le corse avvengono tra il 7 e il 14 di luglio e cominciano alle otto, con una durata media di tre, quattro minuti.
Attraverso i secoli la lunga festa di San Firmino tanto cara ad Hemingway e di cui i tori sono l'elemento più caratteristico, continua ad avere per protagonista la strada, che è il suo vero luogo, dove convivono armonicamente le cerimonie religiose con quelle profane, le cerimonie pubbliche con il tumulto popolare, il culto arcaico del toro con il mangiare e il bere.
In questi anni gli animalisti hanno duramente contestato la festa a causa del maltrattamento dei tori durante la Encierro. Per protesta si sono svolte delle "corse dei nudi", con animalisti svestiti che sfilano per le strade della città.[1]
Oltre alle feste di San Firmino, universalmente conosciute, che attirano a Pamplona gente da ogni parte del mondo, ci sono anche altre festività come in ogni città della Spagna, di carattere religioso e civile nello stesso tempo: la Settimana Santa, il 29 settembre la festa di San Saturnino copatrono della città, il 6 gennaio la cavalcata per le vie della città dei tre Re Magi accompagnati dai loro seguiti reali, il 4 febbraio, in cui i giovani scendono nelle strade a ballare e cantare battendo il tempo con bastoni che avrebbero la funzione di allontanare le streghe, e le feste per i diversi santi cui sono dedicate le chiese.











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