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Fra il 1870 e il 1913, monsieur Mariani ebbe fra i suoi innumerevoli clienti tre papi e sedici fra re e regine, oltre a 1.067 altre celebrità, da Sarah Bernhardt a Thomas A. Edison, da Émile Zola a Charles Gounod, da H.G. Wells al presidente americano McKinley. Famosi o sconosciuti, questi clienti gli compravano (o spesso, se erano proprio importanti, ricevevano in omaggio) il Vin Tonique Mariani à la coca du Pérou. In un’epoca in cui i “vini medicinali” erano fra i rimedi più venduti, il signor Angelo Mariani, farmacista, fu infatti il primo a pensare a un vino a base di coca, la magica pianta degli Incas che stava diventando famosa in tutto il mondo. In poco tempo, oltre alla sede principale di Parigi, la sua ditta aprì succursali a Londra e New York, e pur imitato da diversi concorrenti sulle due sponde dell’oceano, egli trovò un modo efficace e originale di mantenere il suo primato. Cominciò a pubblicare le lettere di ringraziamento ricevute dai clienti più famosi in una serie di “Figure contemporanee” con note biografiche, ritratti, riproduzioni di lettere autografe e così via: lussuosi “Album Mariani” in edizione limitata, edizioni popolari, o addirittura cartoline e “supplementi” di giornali. In 20 anni, ne distribuì più di 64 milioni di copie.
Il vino Mariani, preparato macerando 60 gr. delle “migliori foglie di coca” per 10 ore in un litro di “fine Bordeaux”, poteva contenere da 150 a 300 mg/litro di cocaina, cosicché un bicchiere non ne poteva contenere più di 25-50 mg. A queste dosi, la cocaina per bocca ha un’azione assai modesta, anche perché essa viene rapidamente idrolizzata in composti non psicoattivi. Ma... nel magico vino del signor Mariani c’era un segreto, solo recentemente scoperto. Due gruppi indipendenti di ricercatori, a Barcellona e Miami, nel 1990 hanno scoperto che associando alcool e cocaina si forma un prodotto, il cocaetilene, che mantiene le caratteristiche psicostimolanti della cocaina. Pertanto – a parte qualche timore di una maggiore tossicità – l’assunzione della cocaina in soluzione nel vino potenzia di molto l’effetto di una stessa dose di alcaloide presa per bocca da sola.
Forse è per questo che il cardinale Armand Lavigerie potè porgere con queste parole i suoi ringraziamenti al benemerito monsieur Mariani: «Venuta dall’America, la vostra coca dona ai miei Padri Bianchi, figli dell’Europa, la forza di civilizzare l’Africa e l’Asia».

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Il Tonico Mariani alla coca fu anche precursore della Coca-Cola. Esso ne aveva infatti ispirato la creazione, nel 1885, da parte del medico e farmacista americano John Stith Pemberton di Atlanta (Georgia). Questa bibita la si conosce oggi senza alcool a causa del proibizionismo imposto, nel 1886, dallo stato della Georgia, mentre la cocaina ne è stata ufficialmente eliminata soltanto dal 1906, ma traccia di tale sostanza vi rimarrà, anche se in dosi infinitesime, fino al 1929, per poi venire progressivamente eliminata man mano che si scoprivano tutti i danni che essa provoca.

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In Italia il Vino Mariani venne vietato agli inizi del Novecento, in Francia, dove si trovava la sede principale, la ricetta originale fu autorizzata fino al 1910. Gli eredi di Mariani lo eliminarono infine negli anni 1930, creando una nuova bevanda chiamata “Mariani Tonico”, che restò in vendita nelle farmacie fino al 1963.

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Così scriveva Emile Zola: « J'ai à vous adresser mille remerciements, cher Monsieur Mariani, pour ce vin de jeunesse qui fait de la vie, conserve la force à ceux qui la dépensent et la rend à ceux qui ne l'ont plus » (Émile Zola, 1895) ,(Vi mando mille ringraziamenti, caro signor Mariani, per questo vino di giovinezza che procura la vita, conserva la forza a coloro che la dispensano e la restituisce a quelli che non l'hanno più)
Così Léon Bloy: « Cher Monsieur, J'ai reçu un tel secours de votre vin au moment de mes dernières couches que je vous conjure de m'en faire envoyer d'urgence une nouvelle caisse » (Léon Bloy, 1898) (Caro signore, ho ricevuto un tale aiuto dal vostro vino in occasione delle mie ultime ricadute che vi scongiuro di farmene spedire urgentemente un'altra cassa).

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