martedì 11 marzo 2008

Salute: sempre piu' longevi? Solo chi ha studiato di piu'

Si vive sempre di più, ma sembra che a beneficiare di questo trend siano solo i più colti e istruiti. In altre parole, gli anni passati a sgobbare sui libri sarebbero un elisir di longevità. Almeno secondo uno studio americano, firmato dai ricercatori dell'Harvard Medical School e dell'Harvard University, e pubblicato sul 'Journal of Health Affairs'. Gli studiosi del gruppo di David Cutler hanno, infatti, scoperto che chi studia per oltre 12 anni ha un'aspettativa di vita significativamente più lunga, rispetto a quanti non sono andati oltre le superiori.
"Ci piace pensare che, se un Paese diventa più sano e longevo, tutti ne beneficino - dice Cutler - ma noi abbiamo scoperto che non è proprio così". Per fotografare il fenomeno, il gruppo ha combinato i dati relativi ai certificati di morte, con il censo stimato e con i numeri dello studio nazionale americano sulla mortalità. Così, restringendo le analisi alla popolazione bianca e ispanica, il team ha creato due serie di dati separate, una relativa agli anni 1981-88 e l'altra al 1990-2000. In tutti e due i periodi l'aspettativa di vita negli States è aumentata per chi aveva 'collezionato' oltre 12 anni di studio, restando praticamente stabile per gli altri. E non è tutto.
Andando a esaminare la situazione femminile, i ricercatori hanno scoperto che alle donne meno istruite le cose vanno decisamente peggio. Infatti le meno colte sperimentano addirittura un lieve declino nell'aspettativa di vita intorno ai 25 anni. E, in generale, se a 25 anni i più 'sgobboni' sui libri hanno di fronte a loro la prospettiva di arrivare a festeggiare le 82 candeline, chi ha studiato meno rischia di fermarsi a 75. "Benché i miglioramenti che riguardano la salute spesso si verifichino prima in alcuni gruppi della popolazione, è sorprendente che l'aspettativa di vita resti 'ferma' nei meno istruiti. E questo in periodi in cui gli altri sperimentano 'drammatici' miglioramenti della longevità", commentano i ricercatori. A insidiare la salute dei meno colti, almeno negli Usa sembrano soprattutto le sigarette.
Il gap con il resto della popolazione è attribuito, infatti, principalmente alle malattie collegate al vizio del tabacco. Non a caso, a smettere più spesso - in questi anni - sono stati proprio i più istruiti. Difficilmente gli altri hanno deciso di rinunciare al pacchetto. "I nostri dati - concludono i ricercatori - mostrano che occorre iniziare a fare di più per aiutare i gruppi rimasti 'in coda', se non vogliamo veder crescere ancora questo gap".

Fonte: http://www.adnkronos.com/

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