Gli studiosi concordano che il tappeto sia nato con lo scopo di imitare la pelle animale che veniva usata nelle tende dalle popolazioni primitive dedite alla pastorizia, per isolarsi dal freddo e dal terreno. Creando una pelle artificiale si evitava di uccidere gli animali necessari alla vita della tribù e neanche se ne dovevano cacciare. La lana si coglieva come un frutto dall'albero e non solo si rinnovava spontaneamente ad ogni stagione ma era più morbida, calda e maneggevole della pelle animale.Il tappeto nacque quindi prima di tutto come esigenza d'uso, all'interno di una vita (quella pastorale) che faceva della condivisione con la natura la propria filosofia. Ma tessere un semplice oggetto d'uso non poteva bastare, ben presto il pastore nomade che poteva proseguire a tessere tappeti monocolore usando la lana a sua disposizione, decise di aggiungere dei peli neri di capra, da queste prime sperimentazioni nacque poi la tintura delle lane attraverso l'estrazione di principi coloranti da fiori, bacche e radici. Sul suo vello i nomadi iniziarono a rappresentare i simboli dei clan di appartenenza e i momenti significativi della propria storia, ma non solo: iniziarono a dare anche espressione alla loro creatività, volta a celebrare con colorati e molteplici decori l'esaltazione di una natura rigogliosa e variopinta, tanto più agognata e idealizzata presso genti destinate a vivere in terre aride e desertiche. Il tappeto è dunque una espressione artistica e culturale dei popoli del medioriente, attraverso il quale essi trasfigurano i loro valori, li iconizzano nelle mille aiuole fiorite, nelle figure zoomorfe, negli animali stilizzati, nei cipressi e negli alberi della vita, nei vasi fioriti. Il patrimonio dei clan è il gregge, esso fornisce la lana, ed è attraverso di essa che ruota l'attività principale e l'economia di una vita che ha fatto del tappeto il fulcro esistenziale e filosofico della sua esistenza. Ma anche il baco da seta è parte di questo sistema, Kaj Birket Smith scrive che il baco può essere considerato un vero e proprio animale domestico al servizio dell'uomo fin dal tempo dello Shang. Il lavoro si prepara in un attimo. le donne, cui è devoluto per tradizione il compito di montare il campo ad ogni sosta della carovana, drizzano anche il telaio e vi poggiano vicino la balla della lana filata e tinta. Annoda l'uomo, mentre i giovani sono col gregge; annodano i ragazzi, mentre il capofamiglia si riunisce con gli altri per decidere la direzione della carovana, annoda la donna o la ragazza, quando questa ha finito di cucire le vesti e ordinare le tende e di occuparsi del cibo. Quale altro manufatto può venire preso e lasciato in qualsiasi istante, continuato da mani diverse (purchè sia la stessa che preme poi con il pettine le file di nodi a formare la compattezza del tessuto), eseguito nell'angolo di una tenda senza arrecare alcun diturbo alla vita che gli si svolge intorno, richiedendo solo una mtassa di lana e una forbice? E' proprio questa estrema semplicità del tappeto, nonchè la sua ecologicità nel realizzarlo, la parte integrante del suo fascino che lo disegna come una delle più raffinate creazioni dell'intelligenza umana nell'ambito di un habitat particolarissimo.
giovedì 20 marzo 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)





1 commenti:
Grazie per aver riportato il mio articolo e per averlo segnalato ai tuoi elettori. Deduco che l'argomento ti sia piaciuto.
Non posso fare altro che ricambiare la gentilezza, ti linko subito all'interno del mio spazion scambio link e ti invito a commentare ognitanto i miei articoli. Fa sempre piacere leggere i commenti degli ammiratori del tappeto.
Posta un commento