venerdì 21 marzo 2008

Il Cimiero

Analisi della figura (o insieme delle figure) che sormonta lo stemma

Stemma della famiglia BorromeoEccoci a trattare il cimiero, un altro degli elementi posti all’esterno dello stemma, in assoluto - come dice il nome stesso - nel luogo più alto. È indiscusso infatti che il richiamo etimologico alluda all’evidenza visiva che il cimiero “cima” l’elmo araldico. E poiché questa figura è collocata sopra l’elmo è logico che gli stemmi senza l’elmo non possano avere cimieri. L’araldica germanica ha sempre attribuito enorme e particolare considerazione a questo elemento esteriore dello stemma. Nei tornei cavallereschi in Germania oltre ad indicazioni sulla condotta dei cavalieri si dava peso alla discendenza, ovvero se l’aspirante proveniva da antenati che avevano partecipato a tornei. L’elmo di chi era respinto dall’araldo veniva sbattuto fuori, o più delicatamente gli si chiedeva di togliersi il cimiero. Proprio per la gran stima attribuita all’elmo in Germania era possibile porre più di un elmo con cimiero sullo scudo ad indicare varie prerogative, ma dopo il secolo XIV si giunse anche a combinare due cimieri sopra un unico elmo (chiaramente la moltiplicazione degli elmi e dei cimieri si ha solo per casate di alto rango). Quali funzioni svolgeva il cimiero? Aveva lo scopo di riparare dai colpi degli avversari, abbellire esteticamente lo scudo, impaurire il nemico con la sua forma stravagante e sopratutto offrire l’immediata possibilità di farsi riconoscere in battaglia (che è poi quel ruolo identificativo per cui nasce l’araldica stessa). Sul piano storico il cimiero deriva forse dal fatto che attorno al secolo XIII, quando i cavalieri indossavano l’elmo a berretto, vigeva l’uso di dipingere qualche figura dello scudo direttamente sul proprio elmo, ma nel secolo XIV i cavalieri iniziarono a tralasciare il disegno optando per la riproduzione plastica delle figure da collocarsi sugli elmi. Non esistono regole precise circa le dimensioni ed era estremamente variabile anche il materiale con cui il cimiero veniva confezionato, spaziando dal legno alla stoppa, dal cartone al cuoio ecc. Alcuni dei più tipici cimieri presentano figure umane nascenti (a mezzo busto), altre “testa e collo”, solo teste, braccia, gambe, corna di bufalo e di toro, gigli, ecc. Talvolta il cimiero era inserito nello stemma di una famiglia per brisarlo, ovvero diversificare e contraddistinguere un ramo particolare. Non dimentichiamo poi il “corno dogale”, un particolare cimiero che spetta solo ai patrizi veneti, discendenti in linea retta maschile da un doge di Venezia.

Fonte: http://www.etiquette.it/

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