BuonaNotte/BuonGiorno

***© seymour

"Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai a volare."

Richard Bach


SAN FRANCISCO - JULY 17:  Pedestrians walk acr...

  • Torre di trasmissione di Toronto
  • Diga di Hoover
  • Big Dig (Boston)
  • Museo di Arte Moderna di Bilbao
  • Aeroporto di Honk Kong

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La lingua italiana ha dato un nuome a molti animali e ad i loro modi diversi di comunicare. Eccone alcuni esempi:

L'alce bramisce
L'allodola trilla, canta
L'ape bombisce
L'alzavola cigola
L'aquila grida
L'asino raglia
L'avvoltoio pulpa
La balena canta
Il bue muggisce
Il calabrone ronza
Il cammello blatera
Il canarino canta
Il cane abbaia, guaiola, guaisce, latra, mugola, ringhia, uggiola, ulula
La capinera cinguetta, gorgheggia
La capra bela
Il cardellino trilla
La cavalletta zilla
Il cavallo nitrisce, sbuffa
Il cervo bramisce
La cicala frinisce
Il cigno stride
Il cinghiale grugnisce
La civetta stridisce
Il colombo tuba
Il coniglio ziga
La cornacchia gracchia
L'elefante barrisce
Il fringuello chioccola
Il furetto potpotta
Il gabbiano garrisce
La gallina chioccia
Il gallo canta
La ghiandaia grida
Il gufo bubola
Il gatto miagola, ustola, ronfa, fa le fusa
Il grillo frinisce
La iena ride
Il leone ruggisce
Il lupo ulula
Il maiale grugnisce, strogola
Il merlo fischia, zufola, chioccola
La mosca ronza
La mucca muggisce
L'oca starnazza
L'orso bramisce, ruglia
Il pappagallo ciangotta
Il passero cinguetta, pispiglia, schiamazza
Il pavone paupula
La pecora bela
Il pettirosso chiccola, spittina
Il piccione tuba, gruga
Il pipistrello stridisce
Il pulcino pigola
Il rigogolo fischia
La rana gracida
La rondine garrisce, zinzilula, cinguetta
Il rondone garrisce
Lo sciacallo ulula
La scimmia grida
Il serpente sibila
Lo storno fischia
Il tacchino gloglotta
Il topo squittisce
Il tordo zirla
La tortora gruga
L'usignolo gorgheggia
La volpe guaiola, gagnòla, gannisce
La zanzara ronza


Il britannico Leroy Smith non sapeva come aiutare la moglie Emma che stava per partorire, e allora ha fatto ricorso alla tecnologia: ha preso il suo Blackberry, ha digitato su Google "Come far nascere un bambino" e ha seguito le istruzioni

 The logo of Wikipedia.

Per gli scettici delle nuove tecnologie ecco una notizia che dimostra come anche un palmare possa donare la vita… Digita su Google dal suo palmare: “Come far nascere un bambino”. Gli si apre il link di Wikipedia, lui lo legge e seguendo le istruzioni fa nascere sua figlia. Il britannico Leroy Smith non sapeva come aiutare la moglie Emma che stava per partorire, e allora ha fatto ricorso alla tecnologia: ha preso il suo Blackberry e si è fatto coraggio.

E così, seguendo le istruzioni del sito web Wikipedia dal piccolo schermo del palmare ha fatto venire al mondo la sua quarta figlia, in perfetta salute. Cinque minuti dopo il parto è arrivata l’ostetrica che si è limitata a tagliare il cordone ombelicale, perchè Leroy aveva fatto il più.

«Quando sono arrivate le contrazioni forti non sapevo cosa fare – racconta oggi Smith – Così ho cercato le istruzioni su internet usando il mio Blackberry. Non avrei mai pensato di doverlo fare. Le istruzioni dicevano, quando vedi la testa, sostienila. E quando il bambino usciva, avrei dovuto metterlo in braccio a Emma e coprire entrambi con una coperta…alla fine, il tutto è durato 40 minuti. È stato incredibile». Prima che nascesse Mahalia, il primo dicembre, la moglie punzecchiava Leroy perchè stava sempre a giocare con il Blackberry. «Ora ha cambiato musica», spiega.

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Qr code
Sfogliando le pagine del numero di Panorama in edicola da domani, venerdì 11 dicembre 2009, non potrà sfuggirvi una novità: 11 servizi e anche cinque pubblicità contengono, oltre a testi e immagini, uno strano quadratino fatto di puntini neri.
Si chiama “Qr code” ed è l’erede intelligente del codice a barre. Una rivoluzione che da questa settimana sbarca sulle pagine di Panorama e che sta contagiando tutto il mondo. Da Tokyo a New York passando per Londra, Parigi e Barcellona i codici Qr sono sui manifesti pubblicitari, etichette di abbigliamento e prodotti alimentari, inserzioni, biglietti da visita, magliette, tatuaggi e persino sulle tombe.
Il Qr è una sorta di trait d’union tra il mondo cartaceo e quello multimediale di internet. Una porta d’accesso a contenuti aggiuntivi che per la loro natura digitale non troverebbero spazio sulla carta e che invece arrivano, via web, direttamente sullo schermo del telefonino.

Se lo si inquadra con l’obiettivo del cellulare il codice Qr, che è l’abbreviazione inglese di «quick response» (risposta rapida), prende vita e racconta tutto di sé: sul display arrivano, infatti, video e pagine internet preparate ad hoc per approfondire l’argomento a cui è legato (per le istruzioni vedere a pagina 58).
In Giappone, patria della corporation Denso-Wave che lo ha inventato, il codice Qr è approdato praticamente ovunque. Se ne vedono gigantesche riproduzioni sulle facciate dei grattacieli, ma compaiono (miniaturizzati) sui prodotti al supermercato e al posto della foto sulle lapidi al cimitero. Se si compra un cheeseburger al McDonald’s di Tokyo, sulla carta che lo avvolge si può inquadrare il codice Qr che svela quante sono le calorie e quali gli ingredienti del panino che si sta per addentare.

A Londra i grandi magazzini Harrods ne hanno affisso uno di 3 metri sulla facciata. All’ombra del Big Ben si trovano sulle pubblicità in metropolitana, ma anche sui muri di Camden Town e Soho dove vengono affissi volantini che riportano codici Qr con le indicazioni per feste underground. Chi li inquadra e li decodifica col cellulare legge il messaggio. Tutti gli altri non capiscono nulla.

Già perché il codice Qr può contenere fino a 4.296 caratteri di testo. Non sempre conduce, quindi, a un video o a una pagina web. Come nel caso del volantino: sul display del cellulare compaiono, infatti, solo una serie di informazioni testuali. Per questo molte aziende come l’americana Google hanno cominciato a stamparlo sui biglietti da visita dei dipendenti. Basta un clic con il telefonino per memorizzare tutte le informazioni nella rubrica del cellulare e anche in quella del computer. Dove questo codice è già diventato di uso comune, come in Svezia e Danimarca, lo si trova in vetrina accanto ai prezzi. Un clic e tutto quello che interessa su un possibile regalo di Natale viene risucchiato nella memoria del telefonino. Pronto per essere confrontato con i dati di un prodotto analogo di un’altra marca e di un altro negozio.
Per capire come quella del Qr sia molto di più di una semplice trovata per tecnofanatici basta digitare su Google le parole «Qr Code». Il motore di ricerca trova quasi 9 milioni di siti che trattano il Qr.

Le prime a cogliere l’opportunità offerta da questo codice sono state le multinazionali: la Ikea, per esempio, negli Stati Uniti lo pubblica sui volantini pubblicitari. Chi lo fotografa ottiene un coupon di sconto. La Pepsi, in Danimarca, ha ideato affissioni e lattine con il Qr code. Chi lo inquadra ottiene una bibita gratis e le informazioni sui concerti che Pepsi sponsorizza a Copenaghen.

Poi c’è il mondo della moda: non solo un marchio di massa come la H&M lo stampa su manifesti ed etichette, ma anche case del lusso come Fendi, Gucci e Ralph Lauren stanno migrando alla nuova tecnologia. Gli utilizzi di questo quadratino puntinato sono infiniti e possono essere di grande utilità sociale.
La Ibm, per il Comune di Venezia, ha disseminato di bianche mattonelle con codici Qr i monumenti della città. Con un clic del cellulare i turisti possono sapere dove si trovano e che monumento stanno ammirando.

Navigando tra le risposte che Google trova sul Qr Code, ci si imbatte anche in utilizzi fantasiosi, bizzarri e di divertente inutilità. Alcuni esempi: molti negozi online offrono la possibilità di realizzare T-shirt con codici Qr creati con messaggi di testo personali. Così si può girare per la città con il proprio numero di telefonino o una dichiarazione d’amore sul petto. C’è chi compone poesie solo in Qr e chi come Kat Von D, famosa tatuatrice delle star di Hollywood, lo imprime sottopelle.
La rivoluzione è cominciata.
E un po’ come quando la musica digitale mandò in pensione i vinili sta accadendo la stessa cosa anche per i codici a barre che nell’anno del loro sessantunesimo compleanno stanno per essere sostituiti dai codici Qr.

Cattura

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Ipse Dixit

In questo mondo devi essere matto. Se no impazzisci.
Leopold Fechtner


Da una particolare specie di scarabeo sarà forse possibile mettere a punto materiali e vernici che - come il particolarissimo insetto - saranno di un bianco splendente mai visto in natura. Il segreto in una sorta di peluria superficiale.

Un esemplare di Cyphochilus. Il segreto del suo bianco
è nelle microsquame di cui è ricoperto.

La neve, il latte, i dentini dei neonati... sono tanti gli oggetti bianchi in natura, ma un bianco più splendente e abbagliante di quello del Cyphochilus - uno scarabeo diffuso nel sud-est asiatico - davvero sembra non esistere. Se n’è accorto Pete Vukusic, un ricercatore della Exeter University (Gran Bretagna) che ha studiato il curioso insetto, scoprendo come il suo corpo sia ricoperto da squame in grado di neutralizzare le onde luminose responsabili della nostra percezione dei colori.
Si fa presto a dire bianco
«Un bianco così splendente» afferma Vukusic «è veramente poco comune in natura. Lo si trova in alcune farfalle, ma mai con una luminosità come quella del Cyphochilus.» Anche l’Iso - l’organismo internazionale di standardizzazione - ha classificato il colore dello scarabeo, ponendolo ai vertici del candore, e cioè ben al di sopra del latte o della media dei denti umani.
Microsquame tridimensionali
Per studiare l’insetto, e comprendere l’origine di questa sua particolare caratteristica, il ricercatore grazie a microscopi ottici, laser e spettrometrie ha scoperto che il segreto della sua lucentezza è proprio nelle microsquame di cui è ricoperto: queste sottilissime strutture spesse circa 5 micrometri (dieci volte meno di un capello umano) sono disposte secondo una struttura tridimensionale assolutamente casuale che assicura la dispersione simultanea dei colori che compongono i raggi luminosi, restituendo così solo il bianco più bianco.
Vernici come scarafaggi
Questo stratagemma fisico, che permette all’insetto di mimetizzarsi nell’ambiente naturale in cui vive caratterizzato da muffe bianche, è in realtà già ben noto alla scienza. A sentire i ricercatori, però, l’esempio del Cyphochilus potrebbe insegnarci qualcosa in più: le ridottissime dimensioni delle squame dell’insetto potranno aprire possibilità di applicazione del “bianco che più bianco non si può” a oggetti di minimo spessore, come la carta o addirittura le vernici.

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BuonaNotte/BuonGiorno

canenero

 

La religione di un uomo non vale molto se non ne traggono beneficio anche il suo cane e il suo gatto

Abraham Lincoln


nauru map

Total area: 8 sq mi (21 sq km)
Population (2007 est.): 13,528
Largest city (2003 est.): Yaren
Languages: Nauruan (official), English
Religions: Christian (two-thirds Protestant, one-third Roman Catholic)
Currency: Australian dollar.

E' la più piccola repubblica al mondo, ossia il più piccolo stato che abbia un'istituzione repubblicana. E' l'isola di Nauru, 21 km quadrati di superficie e una popolazione che supera di poco le 10.000 unità. Una popolazione composta per circa il 60% da popolazione autoctona, che ha caratteri tipici dell'etnie polinesiane e malenasiane, e per circa il 40% da stranieri che si sono insediati qui. Un tempo Nauru, che si trova ad appena 41 km a sud dell'equatore, era uno dei posti più ricchi del Pacifico, grazie ai ricchi giacimenti di fosfato che possedeva. Ma adesso che gran parte del fosfato è stato estratto e usato, Nauru è diventata uno dei paesi più poveri di questa parte del mondo. Immagine simbolica di questo declino sono i crateri profondi scavati per le estrazioni che si trovano nell'altopiano centrale dell'isola, chiamato Topside, una zona calda e polverosa con gruppi di cani randagi che gironzolano senza meta. Questa terra desolante con roccia dura, terra bianca e strane guglie di corallo è quello che rimane della ricchezza che il terreno di quest'isola ha donato per decenni ed è il segno dello sfruttamente selvaggio che è avvenuto. Un segno del declino, non solo economico, di Nauru, può essere considerato anche il campo australiano costruito per detenere gli immigrati che hanno cercato di raggiungere clandestinamente l'Australia, campo che è stato più volte denunciato per le condizioni disumane cui sarebbero costrette le persone che sono state lì rinchiuse. I resti della seconda guerra mondiale che si trovano nella capitale Yaren e lungo la scogliera che circonda l'isola ricordano poi come un monito la presenza delle potenze straniere, che hanno contribuito, con la complicità dei governi locali, a saccheggiare le ricchezze dell'isola. Un elemento che invece può segnare il riscatto di Nauru sono le sue spiagge, come quella di Anibare Bay, caratterizzate da belle barriere coralline e da una fauna marina ricca e varia. Proprio la rivalutazione di queste bellezze naturali e del turismo ad esse legato, può determinare un piccolo riscatto dell'isola e dei suoi abitanti.

nauru

island of nauru

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CALENDARIO NAZIONALE

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Il Governo con un Decreto firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, il 10 settembre scorso e presentato dal Sottosegretario con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha presentato il calendario per il passaggio definitivo dell’Italia alla televisione digitale terrestre. Il decreto prevede una transizione al digitale progressiva delle varie regioni italiane divise in 16 aree a partire dal secondo semestre del 2009 fino al secondo semestre del 2012. Rimangono fissate per il secondo semestre del 2008 e al primo semestre dell'anno in corso i passaggi gia' previsti nelle aree cosiddette all digital, Sardegna e Valle D'Aosta. Gia' nel secondo semestre del 2009 si vedra' la tv digitale terrestre nel Lazio, in Campania, in Trentino Alto Adige e in Piemonte. Via via si passera' al digitale nelle altre regioni fino alle ultime due, Sicilia e Calabria, dove la transizione avverra' alla fine del 2012. Un programma che già nei prossimi due anni intende coinvolgere oltre il 70% della popolazione italiana (saranno circa 14 i milioni di cittadini coinvolti nel 2009 e 23 nel 2010 per un totale di circa 35 milioni) portando l’Italia tra i Paesi più avanzati verso il traguardo europeo del 2012.


La società inglese Touch Bionics ha realizzato ProDigits, una mano con dita interamente bioniche con un'altissima precisione di movimento. Le dita possono essere rivestite di pelle viva così da sembrare vere.
Le dita bioniche si possono attaccare direttamente al palmo della mano che non ha più una o più dita. Un grande passo avanti nell'ingegneria medica in ambito delle protesi hi-tech, capace di cambiare la vita a tutti i pazienti con menomazioni alle mani.

Touch Bionics mano bionica ProDigits

In Europa sono circa 52.000 le persone con parziale amputazione della mano, e questa menomazione riduce  fino al 40% la funzionalità della mano.
Le dita bioniche hanno dei sensori miolelettrici per sentire i movimenti muscolari dei muscoli della mano a cui sono collegate al posto delle dita amputate. In questo modo si possono muovere per afferrare un oggetto, piegare, prendere o indicare come se fossero le proprie dita.
Le dita sono realizzate ad hoc per il singolo paziente e il costo ancora molto alto si aggira tre le 35.000 e le 45.000 sterline.
Al momento le persone a cui sono state impiantate le dita bioniche sono state interamente spesate dall'azienda e tra i beneficiari c'è anche la ex pianista Maria Antonia Iglesias della Catalogna che, a seguito di una infezione nel 2003, ha perso tutte le dita della mano destra e rl'intera mano sinistra. Il poter riavere le dita per lei è stata una rinascita.

Approfondimenti:
Sito web Touch Bionics

Touch Bionics mano bionica ProDigits
Le dita bioniche sono in grado di funzionare attraverso i muscoli su cui sono impiantate

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Al New Scientist, ora, potrebbero temere una rivolta degli abbonati-amanti dei gatti. perché la prestigiosa rivista ha avuto l’ardire di pubblicare una ricerca che spaccherà a metà il suo pubblico. E che tenta di porre fine a una domanda radicale: qual è il migliore amico dell’uomo? La risposta - ora è scientifico - è una sola: il cane. Sono i cani, non i gatti, i migliori animali da compagnia.
I criteri
Per stabilirlo, gli studiosi hanno preso in considerazione undici criteri, che vanno dall’intelligenza all’obbedienza, al legame con i padroni. La gara è stata serrata, ma alla fine i cani l’hanno vinta, per sei criteri a cinque. In particolare, nonostante i gatti siano più furbi e intelligenti, i cani mostrano una più grande capacità di capire i comandi, risolvere i problemi e, più in generale, di essere utili. Certo, i gatti hanno sensi più acuti e il loro miagolio è meno “intrusivo” dell’abbaiare degli “avversari”. Ma sono anche più indipendenti e meno “disinteressatamente” affettuosi.
La legge dei numeri (che dà ragione ai gatti)

Nonostante tutto, però, gli studiosi si sono dovuti arrendere di fronte all’evidenza: i cani saranno anche i migliori animali da compagnia, ma sono i gatti quelli più diffusi nel mondo. Nei 10 Paesi con più gatti ve ne sono 204 milioni, mentre nei 10 Paesi con più cani ce ne sono “solo” 173 milioni. E la sfida è già ripartita


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Ufficialmente presentato lunedì a
Berlino il nuovo motore di ricerca
online http://www.ecosia.org/. Tutti i
server sono alimentati da energia
rinnovabile e l'80% dei profitti ricavati
dalla vendita della pubblicità - secondo
lo stesso sistema usato da Google - verrà
destinato a un progetto del Wwf per la
salvaguardia della foresta amazzonica.
Secondo i calcoli di Christian Kroll, uno
dei fondatori del motore di ricerca, se
solo l’1% degli utenti di Internet usasse
Ecosia, ogni anno si potrebbe salvare
una foresta pluviale grande quanto la
Svizzera. Attenzione: se digitate “ener gia
nuclear e” formatta l'hard-disk!


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Fino all’Epifania un grande albero di Natale di oltre 6 metri di altezza illuminato da 100 metri di filo a led multicolore svetterà in Piazza Cairoli all’inizio della zona pedonale di Via Dante.
Ma non è un normale albero di Natale: un albero totalmente ecosostenibile, a risparmio energetico. Dopo l’albero di Copenhagen, anche Milano ha deciso di seguire la strada della sostenibilità ambientale. Le luci dell’albero infatti sono alimentate da 9 biciclette (5 da adulti offerte da BikeMi e 4 da bambini messe a disposizione da Decathlon) collocate su rulli attraverso un particolare sistema di dinamo e di accumulatori che rende del tutto autosufficiente la struttura dal punto di vista energetico.
Su un grande schermo LCD di ultima generazione offerto da Samsung compariranno in tempo reale le quantità di energia prodotte dai cittadini e il totale dell’energia sviluppata insieme a informazioni sulle politiche della mobilità sostenibile del Comune di Milano.
E tra una pedalata e l’altra sarà possibile tesserarsi al bike sharing milanese. Tra i cittadini che contribuiranno con le loro pedalate alla produzione di energia pulita saranno sorteggiate tessere gratuite del bike sharing e altri simpatici omaggi.


Lo scrittore dedica il titolo di Socio onorario dell’Accademia di Brera «ai meridionali della città: i veri milanesi, ignorante chi non lo capisce»; Castelli: «Poveri milanesi, basta con le paternali»

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Roberto Saviano a Brera va a ruota libera. In occasione della consegna del titolo di Socio onorario dell’Accademia di Brera e del diploma di secondo livello in Comunicazione e didattica dell’arte (pari pari a una laurea honoris causa, ndr.) l’autore di Gomorra non risparmia una frase poco di rito e molto provocatoria: «Dedico questi riconoscimenti ai meridionali di Milano, che sono poi i veri milanesi», perché Milano è «la più grande città del sud d’Italia».

La risposta della Lega non tarda ad arrivare: «Ma va a ciapà i ratt!», è il milanesissimo commento del viceministro della Lega Nord, Roberto Castelli alle parole dello scrittore: «Poveri milanesi. A furia di chinare il groppone per lavorare, lavorare e lavorare senza pensare ad altro, adesso devono sorbirsi le lezioni e le paternali dell’universo mondo». Il viceministro non ha dubbi: «L’ultimo maestrino arrivato, di cui sentivamo tanto il bisogno, meriterebbe una risposta più secca: siamo a Natale e l’ineludibile bonomia lombarda mi fa soltanto esprimere un invito: ‘ma va a ciapà i ratt’».

A parte gli sfottò, Saviano era in giornata positiva e parla di tutto: risponde alle dichiarazioni di Berlusconi a Bonn: «Sono quasi certo che gli italiani non permetteranno il cambiamento della Costituzione». Sottolinea l’importanza del ruolo dei pentiti, rispondendo a una domanda sul processo che vede coinvolto a Milano il senatore Marcello Dell’Utri, chiamato in causa dalle dichiarazioni del pentito Spatuzza.

«Una cosa importante – ha detto Saviano – è ricordare che i pentiti non fanno accuse, ma sono fondamentali perchè dalle loro dichiarazioni si può arrivare alla verità». E commentando la bocciatura arrivata mercoledì dal Csm sul ddl per il processo breve – contro il quale si era schierato promuovendo una raccolta di 500mila firme – ha detto: «È stata una risposta democratica, che difende la Costituzione. Le firme raccolte in questi giorni dimostrano poi che non si trattava di una minoranza rumorosa o fastidiosa ma, anzi, ha rappresentato una risposta democratica che dice che non si possono prendere da soli certe decisioni».

L’Accademia ha assegnato il riconoscimento a Saviano «in considerazione del grandissimo contributo da lui portato alla valorizzazione della cultura, nella sua unicità e nelle sue articolazioni» e «per la sua appassionata ricerca e la sua rara capacità di denuncia». Saviano ha detto alla sala gremita che «quando si scrive si subiscono le conseguenze di quello che si scrive e c’è sempre la sensazione di essere soli», ma poi nel corso della premiazione ha anche aggiunto «quando succede un’occasione come questa si percepisce di non essere soli».

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È Copenhagen la città più verde d’Europa, seguita da Stoccolma, Oslo, Vienna e Amsterdam, mentre Roma primeggia tra le grandi metropoli europee per l’utilizzo di energie rinnovabili e raggiunge buoni standard per le emissioni di CO2, ampiamente al di sotto della media dell’Unione.

copenhagen

È Copenhagen la città più verde d’Europa, seguita da Stoccolma, Oslo, Vienna e Amsterdam, mentre Roma primeggia tra le grandi metropoli europee per l’utilizzo di energie rinnovabili e raggiunge buoni standard per le emissioni di CO2, ampiamente al di sotto della media dell’Unione. È quanto emerge dai risultati dell’European Green City Index, lo studio Siemens sulla sostenibilità ambientale presentato durante il COP15.

La ricerca analizza i dati sulle performance e le politiche ambientali delle 30 più importanti città europee di altrettanti Paesi. La classifica finale di quelle più ecosostenibili è il risultato della comparazione dei risultati ottenuti in otto diverse categorie: livello emissioni CO2, energia, edifici, trasporti, acqua, rifiuti e uso del terreno, qualità dell’aria e governance ambientale.

L’Italia è rappresentata da Roma, che nella lista generale si piazza al quattordicesimo posto con un punteggio di 62,58 su 100. Un buon risultato, condizionato da una struttura climatica e urbanistica unica che ostacola la circolazione e la modernizzazione dei trasporti. Ciò nonostante in numerose categorie la città eterna ottiene ottimi risultati. Bene, la capitale, per quanto riguarda le emissioni di CO2, dove si posiziona settima assoluta con emissioni pari a 3,5 tonnellate pro capite.

Settima anche in campo energetico dopo le oasi verdi scandinave (Oslo, Copenhagen e Stoccolma) ma davanti a Berlino, Londra, Parigi. E addirittura scalando in quarta posizione nella sotto-categoria dei consumi di energia rinnovabile, che a Roma incidono per circa il 19% del fabbisogno energetico complessivo.

Sul fronte trasporti, nonostante l’alto tasso di possesso di auto (70 ogni 100 abitanti la città per un totale di quasi 3 milioni di auto nel 2008) la percentuale di persone che vanno a piedi, in bici o in bus a Roma è stimata al 44%, superiore alla media delle altre 30 città. In generale sono stati i centri scandinavi a ottenere risultati migliori. Un percorso iniziato da anni che si riflette in obiettivi ambiziosi. Copenhagen, ad esempio, mira a essere carbon free nel 2025.

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Nella lista dei 10 atleti più ricchi del globo, presentata da Forbes, il numero 1 del golf mondiale resiste all’onda d’urto dello scandalo delle amanti spuntate come funghi che ha causato il recente addio di moglie e sponsor. Negli ultimi 12 mesi Tiger ha guadagnato la bellezza di 67 mln di euro. In quarta posizione il 'Dottore' con 32 mln di euro

 Tiger Woods

Forbes ha pubblicato l'annuale lista dei 10 atleti più pagati al mondo. Tiger Woods mantiene salda la prima posizione. Il numero 1 del golf mondiale finisce ancora una volta in cima, la stella del green resiste, almeno per il momento, all’onda d’urto dello scandalo delle amanti spuntate come funghi che ha causato il recente addio di moglie e sponsor.

Negli ultimi 12 mesi Woods tra premi del golf sempre più ricchi, pubblicità e videogiochi a lui ispirati ha guadagnato la bellezza di 67 mln di euro. All’ormai ex moglie, Elin Nordegren, non manca quindi la possibilità di consolare l’orgoglio ferito chiedendo un maxi risarcimento in tribunale.

Al secondo posto e unico dei calciatori tra i primi dieci, c’è un altro abituè della classifica dei paperoni: David Beckham. Lo ‘Spice Boy’, da tempo non fuori dal gota del calcio internazionale tanto da non essere sicuro della convocazione ai Mondiali con la sua Inghilterra, resta il migliore imprenditore di se stesso. Solo una minima parte dei suoi ricavi infatti provengono dall’ambito sportivo.

Il matrimonio con la moglie Victoria, i look ricercati e le mille pubblicità gli assicurano 42,5 mln di euro. Al gradino più basso del podio con 35 mln di euro, si piazza invece un altro golfista, Phil Mickelson.

Per trovare il primo degli italiani bisogna scendere in quarta posizione e, come sempre, a tenere alta la bandiera ci ha pensato il ‘dottore', Valentino Rossi con 32 mln di euro. Così come nel caso di Beckham, anche il pilota della Yamaha è un fuoriclasse nel promuovere la sua immagine. A differenza dell’inglese però, il campione di Tavullia resta un fenomeno anche nella sua attività, come dimostra la vittoria dell’ultimo Mondiale in MotoGp.

Proseguendo nella lista, subito dopo il ‘dottore' in quinta posizione si piazza l’astro nascente del basket americano, Lebron James. Gli introiti annuali del ‘prescelto' raggiungono quota 28 mln di euro, uno in più di Roger Federer che segue al sesto posto.

Dietro il tennista svizzero si piazza un altro giocatore Nba, Alex Rodriguez con 26 mln. Ottavo e nono posto per due campioni del mondo di Formula 1: Lewis Hamilton (25 mln) e Kimi Raikkonen (24 mln). Chiude la top ten il veterano dell’Nba, Shaquille O'Neal, con 23 mln di euro.

Fuori dalla classifica con ‘soli' 17 mln di euro annui, Cristiano Ronaldo, al centro quest’estate di numerose polemiche per i 94 mln di euro sborsati dal Real Madrid al Manchester United per acquistarlo, oltre che per l’ammontare del suo ingaggio.

Per trovare invece la prima donna nel ranking di Forbes, bisogna scendere fino al piazzamento numero 20, occupato dalla bella tennista russa Maria Sharapova. La 22enne numero 14 al mondo guadagna 20,5 mln di euro all’anno.

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piccola 

L’edificio più piccolo del Mondo è il Too Tall Teahouse in Giappone realizzato da Terunobu Fujimori

(6,24 metri quadrati)


Garden Maze

Il labirinto vegetale più grande del mondo
Pineapple Garden Maze at Dole Plantation è il labirinto vegetale più grande del mondo, ufficialmente riconosciuto dal Guinness dei primati, si trova a Wahiawa, Hawaii, USA.
L’attrazione di Dole Plantation inaugurata nel 1998, già nel Guinness nel 2001, era stata ampliata per riconquistare il titolo che gli era stato sottratto dal Peace Maze, Castlewellan Forest Park, Irlanda del Nord. Il labirinto circondato da campi di ananas occupa una superficie di oltre due ettari, il percorso predisposto di 2.46 miles (quasi 4 km) è stato realizzato con 14.000 piante Hawaiane compresi Ibisco, Heliconia, Croton, Panax, e, naturalmente, Ananas. Il centro del labirinto ha la forma di un ananas enorme, realizzato con Croton ed ha una corona di Agapanthus.

 


immagine articolo 1602

Dipinto di un anonimo veneziano. E' la laguna veneta ghiacciata nel gennaio del 1709.

In Europa all'inizio del XVIII secolo molte cose dal punto di vista climatico sono diverse rispetto al giorno d'oggi. Il motore del clima, il sole, è strano. Proprio in questo periodo il picco di attività undecennale è irregolare o assente e spesso non vengono avvistate le caratteristiche macchie. Se potessimo salire sulle montagne dell'epoca, potremmo vedere ghiacciai molto più vasti ed avanzati di quelli attuali.

Se fossimo in Inghilterra, con un po' di fortuna potremmo assistere, durante gli inverni, a fiere che si svolgono sul letto del Tamigi completamente ghiacciato.

Siamo nell'apice della piccola era glaciale. Le popolazioni devono affrontare inverni molto duri e le ondate di gelo mettono a rischio la sopravvivenza di alcune specie arboree, come l'olivo. Anche le estati talvolta sono pessime, e frequenti temporali o addirittura alluvioni minacciano i raccolti.

Le popolazioni europee di quel tempo sono pertanto abituate alle bizzarrie del tempo. Ma in quel periodo si scatena un'ondata di gelo così terribile, da essere ricordata anche allora come eccezionale ed "orrida".

Nel dicembre del 1708, il freddo conquista le pianure della Russia. L'aria fredda è densa, si accumula nei bassi strati del suolo, fa aumentare la pressione. E' l'anticiclone termico russo, figura meteorologica che negli ultimi anni si è vista molto di rado.

Alla fine di dicembre, "gonfiato" a dismisura, si muove verso occidente. La sera del giorno dell'Epifania, il 6 gennaio, il gelo irrompe nella pianura padana. Le temperature sono incredibilmente basse. Fa talmente freddo che in poche ore si ghiacciano le fontane, i fiumi e quella notte addirittura si ghiacciano la laguna veneta ed il lago di Garda.

L'irruzione gelida scatena una depressione nel Mediterraneo centrale. Sappiamo che il giorno 7 gennaio il centro Italia è sotto la neve, mentre la gelida bora imperversa al nord. Nei giorni seguenti probabilmente la depressione si sposta con traiettoria nord-est seppellendo sotto una coltre bianca le pianure dell'Italia settentrionale. Una situazione simile si è verificata nel dicembre 1996, ma con temperature notevolmente superiori. Dopo il passaggio depressionario, l'alta pressione si ristabilisce con nuove correnti gelide. La neve si compatta, riflette la luce solare e si raggiungono temperature paragonabili a quelle dell'anno 1985, ma per una lasso di tempo doppio.

L' Europa centrale, buona parte del bacino mediterraneo centro-settentrionale sono una ghiacciaia.

Le conseguenze più disastrose si hanno in Russia, in Estonia, in Ucraina. Nella Jugoslavia si scatena una carestia che non risparmia, seppur con intensità inferiore, anche la Francia e la Spagna.

E' l'inverno più freddo degli ultimi cinquecento anni. Muoiono gli olivi, muoiono le viti, in Liguria muoiono gli alberi da frutto.

Giungono i mesi primaverili, in Italia i contadini devono constatare che molti fra gli alberi non fioriscono: sono morti. Vengono tagliati ed usati come legna da ardere.

Anche il resto dell'inverno sarà gelido, ed i pochi dati termici che abbiamo a disposizione di quel periodo lo confermano ampiamente.

Esiste una stazione meteorologica attiva già dal 1701, posizionata in modo ideale per misurare gli effetti termici dell'ondata gelida. E' la stazione di Berlino, in Germania.
Compariamo, con una carrellata dei dati, alcuni famosi inverni.

Ecco i dieci inverni più freddi di Berlino dal 1701 ad oggi (temperatura media per i mesi di dicembre-gennaio-febbraio)
1788/89 con -4.7
1804/05 con -4.8
1962/63 con -4.8
1928/29 con -4.8
1822/23 con -4.9
1946/47 con -5.1
1798/99 con -5.3
1939/40 con -6.0
1829/30 con -6.5
1708/09 con -8.3

Alcuni inverni sono di memoria recente, come l'inverno del 1962/3, altri appartengono ad altri secoli. L'anomalia dell'inverno 1708/9 si manifesta anche da un punto di vista statistico: lo scarto termico fra il decimo inverno per rigidezza ed il secondo ammonta a 1.7 c°, mentre la differenza fra l'inverno più freddo e quello del 1829/30 è pari a 1.8 c°.

Teniamo ora conto delle temperature mensili.
Anche in questo caso, vengono proposti i mesi invernali più freddi (anno, mese, temperature media)
1740 gennaio - 8.5
1803 gennaio - 8.6
1776 gennaio - 8.9
1848 gennaio - 9.4
1940 gennaio - 9.6
1838 gennaio - 10.0
1929 febbraio - 10.4
1788 dicembre - 11.2
1823 gennaio - 11.6
1709 gennaio - 13.2

Anche in questo caso l'anomalia rappresentata dal 1709 balza all'occhio.

Anomalie che, ricordiamo, si sono similmente presentate anche per gran parte dell'Europa centrale ed orientale, per i Balcani e per l'Italia centro settentrionale...e che ben difficilmente si ripresenteranno nei prossimi anni...

Cattura


BuonaNotte/BuonGiorno

falling into© Simas Mockevicius

 

...vedo che salgo a rubare il sole per non avere più notti,per non cadere in reti di tramonti l'ho messo dentro ai miei occhi, e chi avrà freddo lungo il mio sguardo si dovrà scaldare!

F.de Andrè


L’Ue riconosce la Vera pizza napoletana come specialità tradizionale garantita. E domani i piazzaioli di Napoli la regaleranno in piazza

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La “Pizza napoletana prodotta seconda la tradizione napoletana” ha ottenuto il riconoscimento europeo di specialità tradizionale garantita (Sgt): insomma, da oggi verrà protetta dall’Ue contro imitazioni e falsi.
E per festeggiare questa vittoria dall’alto valore simbolico, per il 10 di dicembre i pizzaioli di Napoli hanno deciso di regalare centinaia di pizze, in Piazza del Plebiscito: “È la festa del popolo napoletano”, dicono gli organizzatori che annunciano anche l’arrivo della superpizza Stg: “La regaleremo dalle 12.00 alle 13.00 a piazza Trieste e Trento alla pizzeria Rosati”.

Com’è
Ma com’è la “vera” pizza napoletana? Eccola nei dettagli: diametro non superiore ai 35 cm, bordo rialzato (cornicione tra 1 e 2 cm) e parte centrale, spessa 0,4 cm, coperta dalla farcitura, dove spicca il rosso del pomodoro, cui è perfettamente amalgamato l’olio (extra vergine d’oliva) e, a seconda degli ingredienti utilizzati, il verde dell’origano e il bianco dell’aglio; il bianco della mozzarella (mozzarella di bufala campana Dop o mozzarella Stg) a chiazze più o meno ravvicinate, il verde del basilico in foglie. Ovviamente il panetto della pasta dev’essere lavorato a mano, e cotto in un forno rigorosamente a legna. Così, da 120 anni, viene preparata a Napoli la “vera” pizza. E così, da oggi, l’Ue difenderà la pizza “napoletana” dalle imitazioni.

Un premio per tutti i pizzaioli
“Il riconoscimento europeo è innanzitutto un giusto premio per tanti pizzaioli che a Napoli e in tutto il mondo quotidianamente preparano con grande passione e straordinaria abilità questo inimitabile pasto”, ha detto il governatore campano Antonio Bassolino. E il sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino, prosegue: “Un’ottima notizia per la nostra città e per tutti gli estimatori che la pizza napoletana ha nel mondo. La nostra pizza è la specialità gastronomica più imitata al mondo: era giusto quindi poter distinguere quella fatta a Napoli, con gli ingredienti e la preparazione che i nostri maestri pizzaioli si tramandano da anni, e tutelarla come Specialità Tradizionale Garantita a livello europeo”. E ora le associazioni dei Consumatori chiedono attenzione nei controlli: anche perché, come spiega Coldiretti, la metà delle pizze ha oggi ingredienti stranieri. Che ben poco hanno a che fare con una specialità napoletana.

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Si apre la stagione delle classifiche di fine decennio. Sono tante, infatti le liste: dalle notizie più lette alle parole più importanti, dalle celebrità al regalo più idiota. Sono centinaia le organizzazioni stanno definendo gli ultimi oggetti o anche le ultime esperienze della decade, che in inglese alcuni chiamano già i “noughties”, gli anni zero (con un gioco di parole, perché “nought” significa sia zero che sbagliato o cattivo).

image
La notizia più letta del decennio
La notizia di cui si è parlato di più in questi dieci anni? Non è l’11 settembre e neppure l’elezione di Obama bensì l’ascesa politica ed economica lampo della Cina. Lo rivela uno studio del The Global Language Monitor, istituto che monitora migliaia di fonti cartacee e online. Dopo l’ascesa della Cina si classificano al secondo posto la guerra in Iraq e l’attacco alle Torri Gemelle, seguite da la “Guerra al Terrore” dichiarata da George Bush, la morte di Michael Jackson e, al sesto posto, l’elezione di Obama alla Casa Bianca. Per quanto riguarda le parole lo studio ha incoronato “riscaldamento globale”, seguita da “11 settembre” riferita agli attacchi del 2001 contro gli Stati Uniti, e “Obama”. Non mancano pareri opposti. Se per il The Global language Monitor il termine del 2009 è stato “twitter”, nel New Oxford American Dictionary è stato scelto “unfriend”, riferito all’azione di alcuni utenti del sito di social networking Facebook stanchi di un contatto.
Album, cantanti e attori
Numerose poi sono le liste dei migliori album e delle più belle canzoni, anche se il rapper Jay-Z ha risolto la questione dichiarando il proprio album “The Blueprint” il migliore del decennio. Eminem è stato incoronato miglior artista per vendite del decennio da Nielsen SoundScan, sito americano che vende musica e video. La star hollywoodiana Angelina Jolie è stata indicata come celebrità del decennio da “Hello!”, magazine di gossip canadese, dopo essere divenuta ambasciatrice dell’Onu. Le classifiche dei film, invece, dividono subito i lettori. Un critico del New Yorker ha indicato “Eloge de l’amour” (2001) di Jean- Luc Godard come la migliore pellicola del decennio, ma non molti sono d’accordo con lui. L’Hollywood Reporter ha proclamato “The Adventures of Pluto Nash” con Eddie Murphy (2002) come il flop del decennio e “Friends” come il telefilm più visto. Paste Magazine indica Marc Jacobs come miglior stilista e “Ogni cosa è illuminata” di Jonathan Safran Foer come il miglior debutto letterario.
Oggetti da non scordare
I 10 gadget del decennio? Per Abc news, emittente americana, la lista comprende iPhone, iPod, Blackberry, Wii, apparecchi Gps e lettori di e-book. Per quanto riguarda il peggior look del decennio, il sito web australiano news.com.au, indica i sandali Crocs, le spalle grosse, borse oversize, occhiali da sole giganti, le scarpe Ugg e i pantacollant. Per i maschi, le scarpe bianche.


Nobel Per La Pace 2010-Wired

Cattura


Cattura

Che cosa e perché
Milano è piena di marmo, sotto forma di statue e lapidi che commemorano personaggi più o meno famosi. Quasi nessuno le guarda, perché si ha fretta o forse perché non interessa la vita altrui, soprattutto quella di chi ci ha preceduto; ma forse perché questi marmi sono sporchi e cadenti o in cattiva posizione per essere osservati. Per rimediare a tale oblio è nato questo archivio virtuale.
La ricerca può essere effettuata per zone della città, per categorie, per nome della via/piazza o per ordine alfabetico di cognome.
Ho anche iniziato una sezione "oltreMilano" che estende la ricerca al resto d'Italia: perché cresca è indispensabile la collaborazione di altri appassionati.

L'archivio contiene 13.000 records (1/6/2009) ed è in continua crescita; è benvenuto chi vuole segnalare nuovi pezzi (si può scaricare un elenco di Milano o del resto d'Italia di quelli già inseriti in archivio). di altri appassionati.

Cattura


Antonino Calderone
Un compleanno
tra amici a Milano

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Pentito storico
della mafia
catanese. Sostiene
di aver festeggiato
il 24 ottobre
del ‘76 il proprio compleanno
a Milano con Dell’Utri,
Mangano e i fratelli Grado.
Dell’Utri ammette l’incontr o,
ma spiega che Mangano non
gli presentò i commensali.

Calogero Ganci
“Il gruppo e i soldi ai
Corleonesi”

image
Figlio di Raffaele,
il capomandamento
della
Noce, la famiglia
palermitana
più vicina a Riina. È tra gli assassini
di Giovanni Falcone.
Ganci spiega che a partire dal
1986 la Fininvest avrebbe
versato denaro (che ha visto)
ai corleonesi.

Filippo Alberto Rapisarda
“Bontate disse: ‘Sarò
socio tv del Cavaliere’”

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Dell’Utri ha lavorato
per
lui nel ‘77-‘79. Dice
che fosse amico
di Bontate e altri
boss. Dell’Utri ha ammesso
di aver parlato di loro con
Rapisarda per vantarsi. Rapisarda
spiega che nel ‘78 Bontate
gli ha detto che sarebbe
stato socio di B. in una tv.

Vittorio Mangano
Il “f a t t o re ”
re di Porta Nuova

image
Lo “stallier e”
di Arcore è
stato il capo
mandamento di
Porta Nuova a
Milano durante gli anni delle
stragi del ‘92 e ‘93. Il nome
di Mangano viene citato
per la prima volta da Borsellino:
“Era uno delle teste di
ponte della mafia al Nord”.

Gaspare Mutolo
Il piano-sequestro
e il primo contatto

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A metà anni
’70 ha pedinato
Berlusconi
quando la mafia
aveva deciso di rapirlo.
Secondo Mutolo il sequestro
andò a monte per un
intervento di Pippo Bono, il
boss più importante di Milano.
Da qui l’inizio dei rapporti
tra B. e Cosa Nostra.

Totò Cancemi
“Arcore? Una tana
di mafiosi”

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Capo della famiglia
di Porta
Nuova prima di
Mangano, ha raccontato
che ad Arcore
si nascondevano mafiosi
come i Grado e che
Dell’Utri era amico dei boss
Bontate e Teresi. Ha parlato
dei fondi Fininvest alla mafia
per installare le antenne.

il fatto

Mercoledì 9 dicembre 2009

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  image

  L’Eternit “nasce” nel 1901
dall’austriaco Ludwig Hatschek. In
breve diventa molto utilizzato
grazie alla sua estrema leggerezza, adattabilità
e costi ridotti. Così nel 1928 parte la
produzione di tubi in fibrocemento, che fino
agli anni Settanta rappresentano lo standard
nella costruzione di acquedotti. Nel 1933
fanno la loro comparsa le lastre ondulate, in
seguito usate spesso per tetti e capannoni. A
partire dal 1984 le fibre di amianto vengono via
via sostituite da altre fibre non cancerogene fin
quando, nel 1994 l’ultimo tubo contenente
asbesto lascia la fabbrica. Benché sin dagli anni
Sessanta si sapesse che le fibre di amianto
provocano una forma di cancro, il mesotelioma
pleurico (oltre che alla classica asbestosi), a
Casale Monferrato (Alessandria) e Broni
(Pavia) Eternit e Fibronit continuarono a
produrre manufatti.
Per ammalarsi non è importante né il tempo
la quantità di fibra assorbita: basta un solo ago
per contrarre forme tumorali maligne e quasi

sempre incurabili.

il fatto

Mercoledì 9 dicembre 2009

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ROME - SEPTEMBER 22: Marco Travaglio attends a...

Si potrebbe organizzare un concorso a premi:
vince chi riesce a scovare qualcosa di vero in
una puntata di “Porta a Porta”. L’altra sera
avrebbero perso tutti: infatti era tutto falso,
dalla prima all’ultima parola, sequenza, inquadratura
(a parte purtroppo il contratto bimilionario di Vespa).
E pure il titolo: “Appesi a un killer pentito”. In realtà
nessuno sarebbe “appeso” a Spatuzza se conoscesse
la sentenza Dell’Utri (la pubblichiamo nell’inser to
centrale). Ma l’insetto affida a Dell’Utri, l’imputato, il
compito di raccontarla: “Di che cosa la accusano?
Che ha fatto in concreto?”. E quello, sorpreso persino
lui: “Ma niente, a parte Mangano non c’è altro”.
Completano il presepe il compagno Sansonetti, che
scavalca financo Dell’Utri sparando contro il 41-bis, la
legge sui pentiti e il concorso esterno; un certo
Andrea Orlando, “responsabile giustizia del Pd”, che
non dice mai nulla e chiede pure scusa; il confratello
Cicchitto, molto ferrato sulla materia (infatti parla dei
“G rava n o ” e di tal “Scarlantino”, memore della
scarlattina presidenziale, volendo forse intendere
Scarantino); e l’ottimo Belpietro, che confonde il
pentito Cancemi con Scandura e rivela che la mafia
“già nel ‘91 voleva far abolire il 41-bis” ( i n t ro d o t t o
nell’agosto ‘92). L’insetto, con l’aria di chi la sa lunga,
spiega perché le stragi del maggio-luglio ’93 non
c’entrano con Forza Italia: a suo dire Berlusconi
cominciò a pensare al partito solo nel “g iugno-luglio
‘93”, mentre per Dell’Utri la datazione va spostata a
“settembre-ottobre ‘93” e per Cicchitto “nel gennaio
’94 era ancora tutto per aria”. Sta’ a vedere che Forza
Italia è nata dopo la discesa in campo di Berlusconi. In
realtà il Cavaliere informò Montanelli fin dal giugno
’93. E il consulente di Publitalia Ezio Cartotto
racconta che Dell’Utri, subito dopo Capaci (23
maggio ‘92), l’incaricò di “studiare un’i n i z i a t i va
politica della Fininvest”. Il pretino pidino Orlando,
appena atterrato sulla Terra dopo una lunga
permanenza su Marte, si beve tutto e non smentisce
nulla. Nemmeno le balle spaziali di Polito El Drito
che, non bastando i ballisti in studio, racconta in un
servizio “la storia dei pentiti” e sostiene che “quanti
accusano Andreotti vengono smentiti dalle sentenze
che assolvono il senatore”. Peccato che nessuno dei
30 pentiti che accusano il senatore sia mai stato
smentito, infatti il Divo fu giudicato colpevole di
mafia fino al 1980. Segue servizietto di Caldarola,
secondo cui “non c’è importante delitto di mafia che
non porti la firma di Spatuzza” (testuale), compresa la
strage di via D’Amelio, dunque non è credibile.
Dimentica di aggiungere che, a svelare il
coinvolgimento di Spatuzza in via D’Amelio, è stato
Spatuzza. A questo punto il pretino pidino piazza il
colpo da maestro che gli elettori attendevano ansiosi
da due ore: “Da italiano, spero che i giudici
smentiscano subito Spatuzza”. Entusiasmo nei circoli
del Pd. Ma l’Oscar della Balla, nonostante la
concorrenza, se l’aggiudica Vespa: “In America i
pentiti devono parlare subito dopo l’arresto, non
dopo anni”. Se conoscesse il processo Andreotti,
saprebbe quel che disse Richard Martin, il prosecutor
di Manhattan che collaborò con Falcone
nell’inchiesta “Pizza Connection”: “Da noi non esiste
alcun obbligo di dire tutto e subito, ma solo l’o bbl i go
di dire la verità. Come mi insegnò Falcone, sviluppare
la testimonianza di chi è stato in Cosa Nostra per 30
anni, come Buscetta, non è cosa che si fa in una
settimana o in un mese. Falcone non insisteva mai che
qualcuno dicesse tutto subito, perché capita spesso
che ci siano questioni, domande o informazioni che
non sembrano rilevanti al momento. Questo è il
metodo Falcone. Se dopo anni il collaboratore dice
cose nuove, magari aprendo il discorso politico, per
noi americani non fa differenza”. Queste cose i
giornalisti le sanno. Dunque, non Vespa.

il fatto

Mercoledì 9 dicembre 2009

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stella_di_natale

L’Aduc, l’associazione per i diritti degli utenti e consumatori, lancia l’allarme “Stella di Natale”‘. L’Euforbia pulcherrima, questo il suo nome scientifico, può essere tossica. Sembra incredibile ma è  proprio così: le foglie e il fusto della pianta contengono il triterpene, sostanza ad azione tossica, sia per contatto che per ingestione.

Lo ricorda il segretario Primo Mastrantoni che sottolinea come il lattice, proveniente dalla lacerazione delle foglie o dal taglio del fusto, a contatto con l’epidermide può provocare eritema, prurito, bruciore della congiuntiva e della mucosa orale e faringea; se ingerito dà luogo a nausea, vomito, diarrea e perdita di coscienza.

È proprio la colorazione rossa delle foglie a sollecitare l’attenzione dei bambini e costituire un pericolo secondo l’associazione dei consumatori: rompere le foglie e metterle in bocca è un tutt’uno che può avere gravi conseguenze, che potrebbero coinvolgere anche gli animali domestici che, attratti dalla Stella di Natale, potrebbero mordere le foglie e il fusto.

L’Euphorbia pulcherrima ha avuto un notevole successo come pianta natalizia: il colore rosso delle foglie (esistono varietà rosa o bianche) dà un tono di vivacità, di allegria e di luminosità in casa. La pianta è originaria dell’America centrale.


La "super mamma" partenopea è Angelina Sorvillo, vive a Casoria in provincia di Napoli - Ha partorito per la prima volta quando non era neanche maggiorenne: allora venne alla luce Annalisa, che oggi ha 19 anni - Poi è stata la volta di altre sei femmine e di sette maschi

angelina sorvillo

Angelina Sorvillo

L’Italia è un Paese che invecchia, non si fanno più figli, la natalità è in discesa. Per fortuna, però, c’è chi, nel suo piccolo, tenta di invertire questa rotta. E’ il caso di una “super mamma” che ad appena 37 anni ha già “sfornato” quattordici figli. L’ultimo è arrivato martedì, all’ospedale Loreto Mare di Napoli, e si chiama Cristiano.

La “super mamma” partenopea è Angelina Sorvillo, vive a Casoria in provincia di Napoli, e la sua storia ora è arrivata sul quotidiano “Il Roma”. Per arrivare ad un record del genere, avere 14 figli a 37 anni, ha partorito per la prima volta quando non era neanche maggiorenne: allora venne alla luce Annalisa, che oggi ha 19 anni. Poi è stata la volta di altre sei femmine e di sette maschi. Una storia vissuta con grande spirito materno ma anche con difficoltà.

«E’ un’emozione immensa che riprovo uguale ogni volta – racconta – ho solo fatto quello che sentivo nel mio cuore». Il marito di Angelina, racconta “Il Roma”, è carpentiere. La famiglia, insieme con la nonna, vive nel rione delle palazzine di Casoria, in una casa con tre stanze e due servizi igienici.


Tutto il mondo ha una passione per la lingua italiana: lo rivela uno studio della Fondazione Rosselli, realizzato per il Corriere della Sera, che porta con sé buone notizie sull'immagine internazionale dell'Italia; l'Italiano è al quinto posto nella classifica degli idiomi più richiesti dagli studenti

dizionario-italiano

Tutto il mondo ha una passione per la lingua italiana. Lo rivela uno studio della Fondazione Rosselli, realizzato per il Corriere della Sera, che porta con sé buone notizie sull’immagine internazionale dell’Italia.

L’Italiano  è al quinto posto nella classifica degli idiomi più richiesti dagli studenti. Il che non corrisponde, naturalmente, alla diffusione reale (colossi come il cinese o l’hindi viaggiano nell’ordine inarrivabile delle centinaia di milioni di parlanti). Ma se si considera  il numero di coloro che hanno deciso di leggere Dante o Pirandello nell’originale, oppure per passione personale si sono iscritti a corsi, ecco che l’onda lunga di cultura, cucina, artigianato, ci porta in alto: seguiamo a distanza ovviamente l’inglese, lo spagnolo, il tedesco e il francese.

Da qui la necessità di consolidare una rete adeguata di Istituti di cultura all’estero.

Ma la Fondazione Rosselli fotografa una situazione ambivalente: da un lato crescenti successi promozionali, oltre all’aumento degli studenti; dall’altro ritardi strutturali e, ancor più, mancate riforme. Lo studio mette in evidenza le crescenti richieste di chi vuole imparare l’italiano: 7mila sono i corsi venduti dagli Istituti durante il 2007.

Tuttavia, se si analizza la rete globale degli 89 istituti, salta agli occhi una distorsione geografica. La maggioranza dei centri culturali (54%) è concentrata in Europa, in particolare in Germania. Pochissimi gli istituti nelle Americhe o in Africa. Crescono, insomma, le aspettative ma l’organizzazione non è all’altezza.


Sir Richard Branson e Burt Rutan con la navetta spaziale per turisti SpaceShip2 (Epa)

Virgin Galactic, proprietà del miliardario britannico Sir Richard Branson, ha svelato al mondo nel deserto californiano di Mojave, la sua navetta spaziale commerciale per mandare in orbita i “turisti” pronti a sborsare la modica somma di 200.000 dollari.

Nel bel mezzo dei bei paesaggi lunari di Mojave, Richard Branson, l’ingegnere aerospaziale Burt Rutan e i responsabili di Virgin Galactic hanno presentato alla stampa SpaceShipTwo, una navetta capace di imbarcare due piloti e sei passeggeri.


La società di Branson, già
proprietaria di una compagnia aerea “classica”, assicura di aver ricevuto 40 milioni di dollari anticipati da parte di 300 turisti decisi a tentare l’avventura.


I primi voli sono previsti
per il 2010 e i primi voli commerciali fra 2011 e 2012. Gli esperti aerospaziali sono convinti che i voli nello spazio costituiranno la prossima generazione di voli commerciali. Ma per il momento l’esperienza è riservata ad una clientela che, oltre ad essere avventurosa, deve essere in grado di sborsare 200.000 dollari per un volo di due ore e mezza, decollo e atterraggio compresi.


“Vogliamo che questo programma
segni l’inizio di una nuova era commerciale dei viaggi spaziali”, ha dichiarato Sir Richard. “La Nasa ha speso miliardi di dollari nei viaggi nello spazio ed è riuscita a mandare in orbita solo 480 persone”, ha aggiunto il grande tycoon britannico. “Speriamo di mandarne a migliaia di persone nello spazio entro i prossimi due anni”, ha detto ancora Branson assicurando che sarà il primo turista di SpaceShipTwo insieme alla sua famiglia.


La navetta sarà lanciata
nello spazio da “Eve”, un razzo di 42,7 metri che potrà volare ad un altitudine di oltre 15 chilometri. Una volta raggiunta questa altitudine, il razzo e la navetta si separeranno e i turisti si ritroveranno in assenza di gravità per cinque minuti in una cabina munita di numerosi oblò da cui ammirare il panorama. Una volta sganciato dal veicolo principale il modulo potra' tornare sul pianeta a velocita' rallentata evitando i problemi di surriscaldamento che tormentano gli shuttle della Nasa.

Branson, che sostiene di avere gia' 300 prenotazioni, fara' il primo viaggio tra 18 mesi con la sua famiglia aprendo una nuova era di turismo spaziale. Una pista aerea e' in costruzione nel New Mexico e sara' pronta a meta' del 2010. Branson, fondatore della Virgin Records e Virgin Atlantic, sottolinea che i 200 mila dollari del biglietto spaziale sono un autentico risparmio se confrontati con le decine di milioni di dollari pagate al momento dai turisti spaziali.


Spock
Cari fan e appassionati di Star Trek, una visita a Vulcan, cittadina in provincia di Alberta in Canada, è d’obbligo. Perché parliamo della città di Spock e dei Vulcaniani, diventata famosa ai tempi della serie originale di Star Trek.

Un successo che non teme concorrenza e che oggi più che mai è alimentato, anche grazie al pellegrinaggio di persone da tutto il mondo verso questa meta.

Vulcan, dunque, a circa 200 km dalla capitale Calgary, è un inno a Start Trek. Basti pensare che ogni edificio della città ha un aspetto fantascientifico.

Al centro appare un monumento dedicato all'astronave Enterprise con scritte in Klingon, e i ristoranti offrono ovviamente menu a tema ispirati alla serie. Il motto cittadino? Lunga vita e prosperità.

La popolazione crede molto in questa filosofia di vita, tanto da indossare la divisa della Flotta Stellare, mentre l'Ufficio del Turismo, il Tourism and Trek Station, parla da solo: è stato infatti ricostruito in tema vulcaniano.

Annualmente Vulcan organizza anche una convention con sfilate e giochi a tema, anche se spesso mancano idee creative per far sopravvivere questo commercio.

Dayna Dickens, coordinatore al turismo di Vulcan, ha infatti spiegat: "Vulcan è una destinazione, un posto che la gente deve cercare apposta, non un luogo di passaggio. Arrivano, si sgranchiscono le gambe e si guardano attorno in cerca di un'esperienza. Ce la chiedono, ma noi non abbiamo molto da offrire. Star Trek è la sola cosa che porta gente in questa città".

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BuonaNotte/BuonGiorno

On red© eMAGINI

 

La spada logora il fodero, si dice qualche volta. Ecco la mia storia. Le mie passioni mi hanno fatto vivere, e le mie passioni mi hanno ucciso

Jean-Jacques Rousseau


Quelli di Slow Food l'avevano capito da un pezzo: quando si mangia, bisogna andare con calma. Ora è certificato anche da quelli del Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, che ha messo il timbro della scienza con un esperimento che ha dato risultati inequivocabili. Un gruppo di ricercatori del Laiko General Hospital di Atene, in Grecia, ha dato da gustare ai volontari un gelato da 300 grammi, con trenta minuti di tempo per gustarselo.
Alcuni lo hanno spazzolato in pochi minuti, altri si son presi tutto il tempo per mangiarlo. I ricercatori hanno prelevato campioni di sangue prima del gelato e poi ogni 30 minuti, fino a tre ore e mezzo dopo l'inizio del pasto. Risultato: chi aveva impiegato più tempo a mangiare il gelato aveva mediamente livelli più elevati nel sangue di peptide YY e peptide simile al glucagone, ormoni che agiscono sul cervello inducendo sazietà, e infatti riferiva di sentirsi più sazio.
Se invece non si dà il tempo agli ormoni di essere prodotti e arrivare al cervello (e occorrono almeno dieci, venti minuti dall'inizio del pasto), il segnale di stop non arriva. E non si smette più di mangiare, con tutte le conseguenze del caso.

Cattura


Uno studio dell'Università di Chicago dimostra che le topoline costrette a vivere in isolamento sviluppano cancro alla mammella

Jean_Jacques_Henner_-_Solitude

La solitudine nuoce alla salute, infatti vivere soli amplifica il rischio di sviluppare un cancro.

Lo ha dimostrato uno studio su topolini pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Coordinato da Martha McClintock dell’Università di Chicago, lo studio mostra che le topoline che sono costrette a vivere in isolamento sviluppano cancro alla mammella 84 volte di più delle topoline che vivono in gruppo, e i loro tumori sono più maligni.

La solitudine ha un peso non indifferente sulla salute, infatti non di rado è stata collegata a malattie. Non solo, gli italiani Erminio Costa e Alessandro Guidotti presso l’Università dell’Illinois a Chicago hanno scoperto nei topi che la solitudine impedisce la produzione dell’ormone anti-stress allopregnanolone.

Il gruppo di ricerca della McClintock crede a sua volta che il legame tra solitudine e malattie sia proprio lo stress indotto dalll’essere soli; in precedenti studi i ricercatori avevano infatti dimostrato che stress e paura aumentano a loro volta il rischio di ammalarsi e che addirittura attivano geni che favoriscono la comparsa dei tumori.

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scalda_pene

Gli uomini preferiscono… lo scalda-pene in panno rosso, decorato con pelliccia sintetica, campanellini e vischio. Questo è solo uno dei regali trash e inusuali del prossimo Natale. Chi ha voglia di stupire, divertire e forse anche imbarazzare quest’anno può scegliere tra  i vistosi baffi finti per il cane, le acconciature per capelli in plastica gonfiabile da regalare agli amici stempiati, gli evidenziatori elettrici per le orecchie che si colorano di rosso fiammante (ideale per i timidi), le figurine che insegnano a riconoscere gli animali dai diversi tipi di cacca (pare che i bambini ne vadano matti), la sciarpa gialla con la scritta stampata in caratteri giganti ’scena del crimine’, per gli appassionati di “Csi”. E per l’intimo e l’igiene c’è lo spazzolino da ombelico e perché no la paperella da bagno vestita e truccata come Michael Jackson.

Il settimanale ”The Guardian’ ha scelto 20 dei peggiori regali da ‘infliggere’ ad amici e parenti e neanche tanto economici. Se lo scalda-pene, infatti, costa 3,95 sterline, la spazzola per ombelico 7,95 e i baffi del cane 9,95, fino a spendere 11,99 sterline per la sciarpa gialla di Csi.


Si tratta di Francesco Volpi, di Trento, maturità classica e laurea in giurisprudenza, colonnello dell'Aeronautica con alle spalle missioni nel Mediterraneo e in Russia, forse il pilota italiano più avanti negli anni.

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Francesco Volpi

Per i suoi 94 anni aveva rinnovato il brevetto di volo per qualsiasi velivolo fino al 2010 e per i 95 ora festeggia pubblicando il suo primo libro. Si tratta di Francesco Volpi, di Trento, maturità classica e laurea in giurisprudenza, colonnello dell’Aeronautica con alle spalle missioni nel Mediterraneo e in Russia, forse il pilota italiano più avanti negli anni.

Gli aerei però restano al centro della sua attenzione anche nell’impresa letteraria, dal titolo “Ho dovuto fare la guerra”, presentato martedì a Trento. Si tratta di quindici racconti, frutto dei suoi appunti, non su episodi sanguinari di battaglie, bensì sulla vita di quegli anni.

Per il brevetto l’anno scorso disse: «Per me è stato normalissimo, una prassi burocratica» e del volume parla contento, ma come di un’altra vicenda non fuori dalla normalità. A spingerlo in quest’impresa risulta essere stato Paolo Toniolli, presidente dell’Aeroporto Caproni di Trento, che da qualche anno condivide la passione del volo con Volpi, il quale si prodiga per corsi e organizzazione dello scalo.

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1816-L’Anno senza estate

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L'anno senza estate, conosciuto anche come l'anno della povertà e Eighteen hundred and froze to death (1800 e muori ghiacciato nei paesi di lingua inglese), fu il 1816, anno durante il quale gravi anomalie al clima estivo distrussero i raccolti nell'Europa settentrionale, negli stati americani del nord-est e nel Canada orientale. Lo storico John D. Post lo ha battezzato "l'ultima grande crisi di sopravvivenza nel mondo occidentale".

Oggi si ritiene che le aberrazioni climatiche furono causate dall'eruzione vulcanica del Tambora, nell'isola di Sumbawa dell'attuale Indonesia (allora Indie olandesi), avvenuta dal 5 al 15 aprile 1815, eruzione che immise grandi quantità di cenere vulcanica negli strati superiori dell'atmosfera. Il vulcano Soufrière nell'isola di Saint Vincent nei Caraibi nel 1812, e il Mayon nelle Filippine nel 1814, avevano già eruttato abbondanti polveri nell'atmosfera. Come è comune a seguito di grandi eruzioni vulcaniche, la temperatura globale si abbassò poiché la luce solare faticava ad attraversare l'atmosfera.

Le inusuali aberrazioni climatiche del 1816 ebbero l'effetto peggiore nell'America del nordest, nelle province canadesi del Maritimes e di Terranova e nel nord dell'Europa. Tipicamente la tarda primavera e l'estate in quelle regioni americane sono sì relativamente instabili, ma mai fredde, con minime che raramente scendono sotto i 5 °C (praticamente mai in Europa). La neve d'estate su quelle zone del Nord America è estremamente rara sebbene a maggio talvolta sia presente del nevischio.

Nel maggio 1816, invece, il ghiaccio uccise la maggior parte dei raccolti, e a giugno due grandi tempeste di neve nel Canada orientale e nel New England provocarono molti morti. Quasi trenta centimetri di neve ricoprirono Québec all'inizio di giugno. A luglio ed agosto i laghi e i fiumi ghiacciarono in Pennsylvania e altre tre gelate colpirono il New England che distrussero tutti gli ortaggi tranne quelli poco sensibili al freddo. Rapide e improvvise variazioni di temperatura erano comuni, così come fu comune l'incremento dei prezzi dei cereali.

Molti storici citano l'anno senza estate come il principale motivo per la "conquista" nell'Ovest americano e il rapido crescere di stanziamenti umani nel Midwest. In generale le popolazioni furono colpite da una grande miseria, i coltivatori furono ridotti in grande difficoltà e molti capi di bestiame morirono. L'eruzione del Tambora fu anche la causa, in Ungheria, della caduta di neve sporca. Qualcosa di simile accadde anche in Italia, che per un anno circa vide cadere della neve rossa, si crede a causa delle ceneri nell'atmosfera.

L'Europa, che stava ancora riprendendosi dalle guerre napoleoniche, soffrì per la mancanza di cibo. Ci furono rivolte per il cibo in Gran Bretagna e in Francia e i magazzini di grano vennero saccheggiati. La violenza fu peggiore in uno stato senza sbocchi sul mare come la Svizzera, il cui governo fu costretto a dichiarare un'emergenza nazionale. Grandi tempeste, piogge anomale e inondazioni dei maggiori fiumi europei (incluso il Reno) sono attribuite all'eruzione, così come la presenza di ghiaccio nell'agosto del 1816.

La mancanza di foraggio ispirò Karl Drais, allora ancora un barone, a cercare nuovi modi di trasporto senza cavalli, il che portò all'invenzione del Dandy horse o velocipede, il prototipo della moderna bicicletta (e della motocicletta) e diede un impulso decisivo ai successivi mezzi di trasporto personale a motore.

Le "incessanti nevicate" del luglio 1816 durante un'"estate umida e non congeniale" costrinsero Mary Shelley, John William Polidori e i loro amici a restare al chiuso durante le loro vacanze svizzere. Essi decisero per una gara a chi avrebbe scritto la storia più spaventosa, e così Shelley scrisse Frankenstein, or The Modern Prometheus e Polidori Il Vampiro. Gli alti livelli di cenere nell'atmosfera resero spettacolari i tramonti di quell'anno, tramonti celebrati nei dipinti di J.M.W. Turner.

Secondo un'ipotesi formulata da J.D.Post della Northeastern University, il freddo fu responsabile, in qualche modo, della prima pandemia colerica del mondo. I test medici descrivono che, prima del 1816, il colera era circoscritto alla zona del pellegrinaggio sul Gange, mentre la carestia di quell'anno contribuì alla nascita di una epidemia nel Bengala, che si diffuse poi in Afghanistan e nel Nepal. Dopo aver raggiunto il Mar Caspio, l'epidemia si trasferì in occidente toccando il mar Baltico ed il Medio Oriente. La diffusione della malattia fu lenta, ma costante.

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Il decennio 2000-2009 sarà molto probabilmente il più caldo da quando le temperature vengono registrate globalmente con una certa affidabilità e costanza, cioè dal 1850 - Il decennio più freddo degli ultimi 500 anni è invece quello tra il 1810 e il 1819

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«Il decennio 2000-2009 sarà molto probabilmente il più caldo» da quando le temperature vengono registrate globalmente con una certa affidabilità e costanza, cioè dal 1850. Questa la notizia che arriva dal vertice sul clima di Copenaghen, per bocca di Michel Jarraud, segretario generale dell’Omm.

E, ironia della sorte, questi dati arrivano in concomitanza di altri dati, pubblicati su Geophysical Research Letters, secondo i quali il decennio più freddo degli ultimi 500 anni sarebbe quello tra il 1810 e il 1819. Ecco perché, direbbero gli storici, la campagna di Russia di Napoleone nel 1812 fu così disastrosa e segnò la fine del suo impero. Ci si mise il fato di mezzo, e anche il clima.

In realtà, dati che testimoniavano come quegli anni fossero stati particolarmente freddi già si avevano. Gli studiosi erano già a conoscenza del fatto che la grande eruzione del vulcano Tambora nel 1815, che uccise oltre 88 mila persone nella sola Indonesia, causò un raffreddamento globale negli anni successivi. E in particolare nel 1816, soprannominato «l’anno senza estate».

Ma oggi una ricerca condotta da scienziati dell’Università di Stato del Sud Dakota (Sdsu), insieme ad altri colleghi statunitensi e francesi, ha verificato che nel 1809 avvenne un’altra gigantesca eruzione, finora sconosciuta, che abbassò notevolmente le temperature globali a causa dell’immissione in atmosfera di enormi quantità di aerosol di acido solforico che agì da schermo alle radiazioni solari. Evento che diede vita, quindi, al decennio più freddo degli ultimi 500 anni. A discapito del povero Napoleone.

Tornando ai giorni nostri, da Copenaghen arriva una notizia sconfortante sull’aumento della temperatura terrestre. E se il decennio 2000-2009 viene considerato quello più caldo mai registrato, in alcune zone, in particolare Africa e Asia centrale, l’anno più caldo in assoluto è proprio quello che stiamo vivendo, il 2009.

I dati non sono difformi per quanto riguarda l’Italia. «I dieci anni più caldi della storia in Italia sono tutti successivi al 1990», afferma Teresa Nanni, responsabile del gruppo di climatologia storica Isac-Cnr. La top ten per temperature degli ultimi due secoli in Italia è infatti la seguente: 2003, 2001, 2007, 1994, 2009, 2000, 2008, 1990, 1998, 1997.


Maurizio Costanzo

Ultima puntata dopo 25 anni di vita, 4.400 puntate e 32.800 ospiti perchè concluso il tempo della formula, il talk show raccontato e ragionato che per primo ha lanciato in Italia. È il ‘Maurizio Costanzo show’ che chiude i battenti.

«Domani, con l’ultima puntata di un programma cruciale per la storia di Mediaset, si chiude una pagina straordinaria della tv italiana. Quando ho iniziato a lavorare, il 'Costanzo Show' era una realtà unica nel panorama televisivo e posso dire che Maurizio in questi anni ha raccontato l’Italia e la nostra vita quotidiana meglio di tutti», afferma Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente Mediaset che precisa: «per me c’è anche un forte coinvolgimento personale.

Costanzo mi ha visto ragazzo e mi ha insegnato molto: la mia riconoscenza nei suoi confronti è profonda, totale. Condivido la sia scelta di dire stop, frutto della lucidità di un uomo che sa quando arriva il momento di cambiare. E per questo motivo gli formulo i più cari auguri per le sue nuove attività in tv, dove riuscirà a stupirci ancora una volta. In bocca al lupo, Maurizio».


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Da Fininvest al Milan:
Cavaliere, risponda”
Anno 1998, su “La Padania” una radiografia in 11 domande di
ciò che già allora non tornava sull’impero di Berlusconi.
Il 26 settembre 1968, la sua Edilnord Sas acquistò dal
conte Bonzi l’intera area dove lei edificherà Milano2. Lei
pagò il terreno tre miliardi di lire. Questa somma del '68,
quando lei aveva 32 anni e nessun patrimonio familiare a
disposizione, era di enorme portata. Oggi equivarrebbe a
oltre 38.739.000.000 di lire. Dopo l’acquisto, lei aprì un gigantesco
cantiere edile, che in 4-5 anni edificherà l’area abitativa
di Milano2. Tutto questo denaro chi gliel’ha dato?

Il 22 maggio 1974 la sua società Edilnord Centri Residenziali
Sas compì un aumento di capitale che così arrivò a 600
milioni di lire. Un anno dopo nuovo aumento fino a due miliardi
(14 miliardi di oggi). Da dove e da chi le sono pervenuti
tali capitali in contanti? Se lei non lo spiega signor Berlusconi,
si è autorizzati a ritenere che sia denaro dall’o rr i b i l e
odore. (Stesse domande anche la 3, 4 e 8 dedicate alla Italcantieri,
al cambio di nome della Edilnord in Milano2 e per la
Romana Paltano)
Nel marzo del ‘75 lei diede vita alla Fininvest Srl, 20 milioni
di capitale, che l'11 novembre diventeranno 2 miliardi
con il contestuale trasferimento della sede a Milano. L'8 giugno
1978, ancora a Roma, lei fondò la Finanziaria di Investimento
Srl, soliti 20 milioni, amministrata da Umberto
Previti, padre di Cesare. Il 30 giugno 1978, quei 20 milioni
diventeranno 50, e il 7 dicembre 18 miliardi (81 miliardi di
oggi ). Il 26 gennaio 1979 le due "Fininvest" si fonderanno.
Questa massa di capitali da dove arrivò? (Idem la 6)
Sul finire del 1979, lei diede incarico ad Adriano Galliani di
acquistare frequenze tv. Galliani entrò in società con i fratelli
Inzaranto nella loro rete Sicilia Srl. Soltanto che Giuseppe
Inzaranto era anche marito della nipote di Buscetta
che nel 1979 non è un "pentito", è un boss. Lei lo sapeva?
Lei fondò l'immobiliare Idra col capitale di 1 milione.
Questa società, che oggi possiede beni immobili pregiatissimi
in Sardegna, l'anno dopo - era il 1978 - aumentò il proprio
capitale a 900 milioni. Come fu possibile?
Perchè ha acquistato il giocatore Lentini attraverso la
finanziaria Fimo che era sede operativa di Giuseppe Lottusi,
riciclatore di soldi sporchi della cosca dei Madonia e
Lottusi?

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BuonaNotte/BuonGiorno

Smoke & fire.© Israel Fichman

 

Il raziocinio è un lume che uno può accendere quando vuole obbligar gli altri a vedere, e può soffiarci sopra, quando non vuol più veder lui

Alessandro Manzoni


terminal3-pechino 

La più grande struttura coperta del mondo è il Terninal 3  del Beijing Capital Airport di Pechino, realizzato dalla Foster & Partners. L’aeroporto dista una trentina di kilometri dalla capitale. Progettato per apparire come un gigantesco drago è lungo 3250 m. e copre 986.000 m² i di superficie.


I proverbi e La paremiologia

Dal Latino proverbium deriva la parola proverbio. Un proverbio non è altro che una massima contenente dettami, norme o consigli in forma sintetica tratti da esperienze. La saggezza popolare è la fonte dei proverbi. Mediamente un proverbio riporta quello che si ritiene vero. Possono contenere similitudini o metafore e possiamo trovarli in più lingue diverse. Lo studio dei proverbi si chiama: Paremiologia.

La paremiologia (dal greco paroimia), è la scienza che studia i proverbi, ma generalmente ogni frase che ha intenzione di trasmettere la conoscenza basata sull'esperienza. La paremiologia comparativa studia nei proverbi differenti linguaggi e culture.
La paremiologia si occupa dei proverbi, delle informazioni accumulate in moltissimi anni di storia. Queste informazioni possono in genere essere di: sociologia, gastronomia, meteorologia, storia, letteratura, zoologia, linguistica, religione, agronomia.
Molto frequentemente un proverbio nasce da un'abbreviazione di una storia bizzarra o di una composizione tradizionale: in esso viene espressa la credenza di superstizioni popolari con molte allegorie, oltre a possedere talvolta un formato letterario.


Un video choc apre la Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, a chiedere di salvare il mondo ci sono i bambini, il futuro stesso della terra. Nel filmato protagonista è proprio la generazione di domani che gioca e vive tra le tempeste e in paesaggi desertici. Uno scenario apocalittico che potrebbe diventare realtà se i leader mondiali di oggi non faranno nulla per impedirlo.

Da oggi, lunedì 7 dicembre,  103 tra premier e capi di Stato  si riuniranno nel Bella Center di Copenhagen per  prendere decisioni importanti sul clima.  Sul tavolo la riduzione dei gas serra, con tutto quello che comporta per i Paesi più industrializzati, per quelli emergenti e per l’intreccio non sempre virtuoso delle rispettive economie. In sostanza, si dovrà stabilire quali cifre (miliardi di dollari) mettere a disposizione dei Paesi più poveri per aiutarli a emergere costruendo economie per quanto possibile solide ma basate su tecnologie pulite.

Sono sette comunque i veri protagonisti del vertice, quelli che prenderanno le decisioni o comunque guideranno i restanti capi di Stato vero la soluzione finale, semmai ci sarà. Primo fra tutti il presidente Usa Barack Obama, che arriverà per la chiusura dei lavori. Obama è l’osservato speciale di questa conferenza, dovrà dimostrare quanto sarà profonda la svolta in fatto di ‘clima’. A rappresentare la vecchia lobby anti-Kyoto il petroliere Jack Gerard.  Dall’altra parte, invece, a guidare tutti coloro che hanno fiutato l’affare della ‘green economy’  il manager Jeffrey Immelt, a capo della  Ge­neral Electric e uno dei maggiori sostenitori degli stanziamenti nell’energia alternativa a va­sto raggio: dall’eolico al nucleare.

Sul fronte europeo la cancelliera tedesca Angela Merkel non si risparmia, visto che negli ultimi anni ha cercato di far  portare le aziende tedesche verso le energie sostenibili. Anche l’Italia con l’impegno del premier Berlusconi, può staccare un ‘dividendo verde’, spe­cie con la crescita delle filie­re di piccole e medie aziende specializzate in rinnovabili, dal Piemonte al Veneto; dal­la Lombardia alla Puglia. Ora, però, è chiamata a un ulte­riore, difficile, scatto: -13% di emissioni en­tro il 2020.

Spetterà al premier cinese Wen Jia­bao, invece,  fissare il  prezzo della sua coope­razione.  Wen Jiabao appare nel­le condizioni di promuovere uno scambio tra un taglio (ridotto) di emissioni in cam­bio dei ‘brevetti verdi’. Ma le industrie del settore di Stati Uniti, Giappone, Canada, Au­stralia e Svizzera non ne vogliono sentir parlare.  Infine ci sono Giappone, Australia, Brasi­le, India e Russia che si presenta­no come outsider e possibili sorprese del negoziato. C’è una certa attesa per vedere come si muoverà il nuovo premier di Tokio, il democra­tico Yukio Hatoyama.


Mehmet Ali Agca insieme a Giovanni paolo II

Mehmet Ali Agca insieme a Giovanni Paolo II

Dopo 28 anni di carcere, il 18 gennaio 2010 Mehmet Ali Agca, l’attentatore di Giovanni Paolo II, avrà finito di scontare tutta la sua pena e tornerà libero ed ha dichiarato di non voler tornare a vivere in Turchia.

La sua meta finale potrebbe essere  l’Italia: il giorno della sua liberazione definitiva Agca avrà da pochi giorni compiuto 52 anni e il rilascio avverrà per termine della pena.

Ali Agca è rinchiuso non per l’attentato al Papa, per cui nel 2000 ricevette la grazia d’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e fu estradato in Turchia, ma quella sull’omicidio del giornalista Abdi Ipekci, direttore del quotidiano Milliyet, avvenuto due anni prima degli spari a Piazza San Pietro. Agca, dopo qualche settimana di riposo, vorrebbe partire per Roma col proposito di andare in Vaticano, per mettersi a pregare sulla tomba di Giovanni Paolo II, il pontefice che cercò di assassinare, e che lo perdonò ancora nell’incontro faccia a faccia avvenuto nella sua cella, due giorni dopo il Natale del 1983.

E sono già più di cento le testate lo vogliono incontrare: per l’esclusiva, Ali Agca chiede due milioni di euro.

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Secondo lo studioso olandese e artista Peter Voorn, la celebre Pala di Gand - nota anche come l'Agnello Mistico - dipinta dai primitivi fiamminghi Jan e Hubert Van Eyck, è ricca di cripto-iconografia. Invece di fare riferimento al misticismo cattolico, i pannelli del Polittico di Gand sono stati codificati sulla base delle indicazioni del Consiglio di Costanza (1414-1418), che avrebbe dovuto porre fine al nuovo scisma che aveva diviso la cristianità occidentale.
La Pala di Gand è uno dei capolavori artistici più famosi del mondo. Nonostante la sua fama, se ne sa molto poco. Si presume sia opera di Hubert e Jan Van Eyck, sulla base di un'iscrizione trovata sulla stessa tavola. Si legge che Hubertus è chiamato "il più grande" e Johannes "il secondo" nelle arti. Con l'eccezione della Pala di Gand, non si sa praticamente nulla di Hubert, che si pensa potesse essere il fratello maggiore di Jan. Solo quattro documenti d'archivio portano il nome di un pittore chiamato Hubrecht o Lubrecht, che presumibilmente morì nel 1426. Una tavoletta in ottone rubata dai calvinisti recava una poesia incisa, alla cui linea 7 si leggeva: "Hubrecht Van Eyck was ghenant ick", ossia "sono stato chiamato Hubrecht Van Eyck". Voorn si chiede se Hubert potesse essere chiamato come tale da alcuni, ma con un altro nome da altri.
L'opera d'arte fu commissionata da Joos Vyd e sua moglie, che sono chiaramente raffigurati sul pezzo stesso. "La cosa strana è che gli esperti si sono sempre chiesti perch0 due nobili cittadini di Gand ordinassero un grande pala d'altare con una superficie di oltre 25 metri quadrati", dice Peter Voorn. "Di conseguenza, io non sono il primo a porre la questione se non ci fosse una persona più importante, che originariamente avesse ordinato questo lavoro".
Non si sa quando il dipinto fosse commissionato, ma una data è stata trovata sul cappello di un uomo ebreo, nella parte centrale dell’Agnello Mistico: 6 giugno 1417. Peter Voorn cominciò a guardare i papi raffigurati sul dipinto e tracciò una linea temporale dei pontefici, regnanti tra il 1414 e il 1432. Essi furono cinque: il Papa d’Avignone Benedetto XIII, il papa romano Gregorio XII, il nuovo Papa eletto in seno al Concilio di Pisa per porre fine allo scisma, Alessandro V; l’Antipapa Giovanni XXIII, che succedette ad Alessandro dopo la sua morte improvvisa... e Ottone Colonna, che fu eletto pontefice unico d'Occidente, e prese il nome di Martino V al Concilio di Costanza. Con la sua elezione il Grande Scisma, che divideva la cristianità occidentale dal 1378, giunse finalmente al termine.
"Tenendo conto di tali fatti storici", dice Voorn, "mi chiedevo se non stessimo osservando una pala d'altare che trattava del Concilio di Costanza. Uno dei pannelli esterni mostra esplicitamente un pilastro con vista su una strada, come a designare il nome 'Colonna'. La torre di San Martino di Utrecht, nel pannello centrale, allude a san Martino di Tours, come patrono, omonimo di papa Martino V. Sotto la torre si vede che la Sacra Lancia punta verso di esso. Questa reliquia veniva una volta tenuta in quella chiesa per l'imperatore tedesco Corrado II, il cui cuore è ancora sepolto lì. Durante il Concilio, la Sacra Lancia apparteneva a Sigismondo".
Il re di Germania Sigismondo di Lussemburgo fu famoso per la lotta contro pagani ed eretici. Het era considerato come il leader del mondo cristiano occidentale e aveva l'autorità per convocare un consiglio per eleggere un nuovo papa, unificare le Chiese divise e per superare i suoi nemici interni ed esterni.
Il Concilio non solo doveva ristabilire l'unità della Chiesa, ma anche fermare l'eresia che derivava dagli scritti dell'inglese John Wycliffe, morto nel 1384, così come dagli insegnamenti del "riformista" Jan Huss, arso sul rogo nel 1415. Sigismondo aveva ordinato un salvacondotto per ogni partecipante al Concilio, ma, quando arrivò Huss, i suoi nemici fecero una lista di tutte le sue eresie e bestemmie e lo imprigionarono. Sigismondo era furioso ma, se avesse protetto un eretico, egli stesso non sarebbe libero dal peccato... e così, Huss fu bruciato sul rogo il 6 luglio 1415, su un prato fuori Costanza.

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Per Saperne di piu Cattura


Siamo in un villaggio nella Repubblica di Sacha, nell'est della Siberia (Russia).
Il piccolo paese si chiama Oymyakon (o Ojmjakon) e ha meno di 1000 abitanti... stoici, aggiungerei.
Infatti sembra che il 26 gennaio 1926 sia stata registrata una temperatura di −71.2 °C (−96.16 °F). Ovvero la temperatura più bassa del pianeta, raggiunta in una zona abitata.
Perché la temperatura più bassa in assoluto, ovvero in un luogo non abitato, è invece stata misurata in Antartide, nei pressi della stazione scientifica russa di Vostok: il 24 agosto del 1960 il termometro segnava -88,3 °C (-129 °F).

Cattura


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